sabato, 25 Giugno 2022

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    Miranese nord, stop a sagre e feste paesane

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    Fra gli eventi saltati nel Miranese ”Noale in Fiore” e lo storico Palio

    Sagre miranese

    La fine della normalità decretata dall’emergenza coronavirus ha avuto un impatto profondo sulle vite di tutti, privandoci di cose che nessuno si sarebbe immaginato. Tra le tante attività rese impossibili dal distanziamento sociale, è particolarmente dolorosa la perdita delle sagre e delle feste di paese.

    Questi eventi a volte sono erroneamente tenuti in scarsa considerazione, ma rappresentano tratti fondamentali dell’identità del territorio. Appuntamenti che non solo attirano folle di visitatori con il conseguente indotto, ma svolgono una funzione sociale insostituibile celebrando la tradizione e creando un senso di comunità unico nel suo genere. Per questo ci mancheranno particolarmente le feste annullate a causa della pandemia: a Noale è già saltata “Noale in Fiore” di aprile e non si farà nemmeno lo storico Palio di giugno, Martellago ha salutato la passeggiata di gruppo “Molinara sotto le stelle”.

    Anche le Notti estive del Miranese, con i negozi aperti e tanta gente nelle piazze dei diversi Comuni, sembrano un’utopia. Tra i paesi che hanno pagato il prezzo maggiore c’è Scorzè: annullate a maggio la Festa dell’Asparago e della Fragola di Gardigiano e quella dei Bisi di Peseggia, a luglio la Festa del Pomodoro di Cappella. Tutte insieme portavano ogni anno fra i 30 e i 40mila partecipanti, con un indotto medio di 40mila euro distribuito tra le attività del territorio. La celebre Festa del Radicchio di Rio San Martino, in programma dal 6 al 22 novembre, è in fortissimo dubbio.

    Miranese, sagre saltate: parlano le Pro Loco

    Ma Lorenzo Michielan, presidente della Pro Loco di Scorzè, non si dà per vinto: “Stiamo già progettando un rilancio delle nostre feste – annuncia – non in piazza ma con un movimento di promozione del territorio attraverso i prodotti tipici. Avremo dei cuochi eccezionali che cucineranno nei ristoranti, per poche persone alla volta. Invece delle feste tradizionali, daremo impulso alla nostra economia grazie ai ristoratori, che presenteranno i piatti del territorio usando i prodotti dei nostri contadini. Vogliamo mostrare che ci siamo, andiamo avanti e ci stiamo già preparando per il 2021”.

    Carlo Romeo

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