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Montagnana, agricoltura: “Il Coronavirus spinge in basso il prezzo dei prodotti”

Un imprenditore agricolo di Montagnana denuncia le gravi perdite che il settore sta registrando a cusa dell’emergenza Coronavirus

Mirko Guglielmi, imprenditore agricolo di Montagnana

Si lavora per guadagnare la metà, e non si coprono nemmeno le spese. La denuncia, attraverso Coldiretti Padova, arriva da Mirko Guglielmi, imprenditore agricolo di Montagnana: «Fino ad un paio di settimane ci dicevano che nella grande distribuzione c’era una notevole richiesta di cipolle e di patate, ora che abbiamo le primizie e un prodotto di ottima qualità ci vengono proposti dei prezzi scandalosi: 25 centesimi al chilo per la cipolla fresca e lavorata, esattamente la metà di quanto ci veniva pagata lo scorso anno».

Montagnana, il Coronavirus spinge in basso il prezzo dei prodotti

L’emergenza coronavirus sta spingendo verso il basso il prezzo all’origine dei prodotti agroalimentari di stagione e questo rappresenta un vero paradosso considerato che, in queste settimane di lockdown, la spesa alimentare non ha fatto che crescere e anche i prezzi al consumo sono aumentati. «Ci arrivano 25 centesimi al chilo per la cipolla fresca e lavorata, esattamente la metà di quanto ci veniva pagata lo scorso anno» denuncia Guglielmi «I buyer ci dicono che il prezzo è crollato a causa del coronavirus e perché i magazzini sono pieni di merce arrivata dall’estero. Come già è accaduto le settimane scorse per gli asparagi prima e in seguito per le fragole, ho l’impressione che il coronavirus ormai sia diventato una scusa per acquistare a basso costo i prodotti agricoli che poi vengono venduti ad un prezzo nettamente più alto. Noi con 25 centesimi al chilo ci paghiamo appena le spese ma rischiamo anche di restare con molto prodotto invenduto».

Oggi tocca alle cipolle, domani alle patate: l’emergenza, denuncia Coldiretti Padova, sta evidentemente fornendo l’alibi per speculazioni e offerte al ribasso sui principali prodotti di stagione. Nelle campagne in questo momento a molte imprese vengono proposti tagli insostenibili dei compensi al di sotto dei costi – chiude l’associazione di categoria – mentre le quotazioni al dettaglio per gli alimentari continuano ad aumentare non solo per l’ortofrutta ma anche per altri prodotti, dal burro (+2,5%) ai formaggi +2,4%), dal latte (+4,1%) ai salumi (+3,4%) fino alle carni (+2%) secondo gli ultimi dati Istat ad aprile.

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