Home Padovano Bassa Padovana Montagnana dice no al 5G

Montagnana dice no al 5G

Un’ordinanza per frenare qualsiasi sperimentazione di sistemi di comunicazione elettroniche di quinta generazione (il 5G appunto). A firmarla nei giorni scorsi, come altri colleghi in provincia e nella Bassa padovana, è stato il sindaco di Montagnana Loredana Borghesan.

Sindaco di Montagnana

Il documento voluto dal primo cittadino sospende nell’immediato la sperimentazione e la diffusione del 5G su tutto il territorio comunale.

Montagnana, 5G: il commento del sindaco Borghesan

«Il 5G si basa su microonde a radiofrequenze più elevate dei precedenti standard tecnologici, anche dette “onde millimetriche”, che comportano due applicazioni principali» si legge nel documento comunale «Maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani) e minore penetrazione nelle strutture solide, per cui vi è la necessità di un maggiore numero di ripetitori (a parità di potenza) per garantire il servizio».

E ancora: «Le radiofrequenze del 5G sono del tutto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi alle decine di migliaia di stazioni radio base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G, 4G oltre alle migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi».

Da qui l’adozione di un principio precauzionale per vietare qualsiasi sperimentazione in Comune. L’ordinanza diffida tutte le società di telefonia presenti con i loro impianti su tutto il territorio comunale ad eseguire qualsiasi tipo di attività inerente la manutenzione dei siti che comportino la sostituzione e la modifica di quanto presente al fine di installare tecnologie 5G. Ogni intervento dovrà attendere il parere sanitario sulla sicurezza delle esposizioni elettromagnetiche da parte dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’Inail.

Nicola Cesaro

Le più lette