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Padova, capitale anche della sanità

Siglato l’accordo per la nascita del doppio polo della salute a Padova

Sergio Giordani

Non è stata di sicuro una notizia inaspettata, ma è stato comunque un autentico coup de theatre. Perché un conto è raccontare per anni la storia di un nuovo ospedale, ben altra cosa è che prenda forma nel bel mezzo di una pandemia e che il tutto venga presentato con tanto di plastico, protagonisti con mascherina, cifre, novità e soddisfazione generale bipartisan durante l’appuntamento di mezzogiorno e mezzo del presidente della Regione Luca Zaia nella sala di Marghera della Protezione civile mentre si fa il punto sul coronavirus.

Nuovo ospedale di Padova, il grande annuncio

Insomma, se volevano stupire e fissare nella storia questo momento ci sono riusciti. Ci sarà mai il nuovo ospedale di Padova? La risposta è arrivata il 22 aprile, con la firma per l’accordo di programma del doppio polo della salute. “Mi levo tanto di cappello”, ha dichiarato a caldo il sindaco Sergio Giordani.

“In sei mesi abbiamo raggiunto l’accordo con il governatore. Per raggiungere certi livelli bisogna fare squadra e lavorare insieme. Questa è buona politica”. Due ospedali grazie ai quali Giordani già vede Padova capitale anche della sanità. Uno in centro città. Via Giustiniani avrà 900 posti letto, una totale rigenerazione, un pronto soccorso nuovo di zecca e tutte le sue eccellenze, a partire dal Centro Gallucci.

L’altro a Padova est, policlinico universitario per la cura e la ricerca con altri 900 posti letto. Ma non finisce qui. Perché il caos costruttivo degli anni Sessanta a ridosso dello storico policlinico lascerà posto ad un progetto di rigenerazione urbana che diventerà il Parco delle Mura, per il quale la Regione si è impegnata mettendo sul piatto 50 milioni di euro.

Sara Salin