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Padova, “Nessuno dovrà smettere di fare sport”

L’assessore Diego Bonavina lancia l’allarme dopo il lockdown: il 30 per cento delle associazioni padovane a settembre rischia di non ripartire. Grandi eventi annullati e molte incertezze sul futuro

Diego Bonavina

Novecento associazioni sportive. Numero più o numero meno, la fotografia dello sport padovano è questa. Novecento realtà messe in ginocchio prima dal lockdown e poi dall’incertezza di come poter ricominciare. Se si riesce a ricominciare, soprattutto.

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“Perché lo stop totale delle attività ha comportato un grandissimo danno economico anche alle associazioni sportive, molte delle quali oggi versano in condizioni di grande difficoltà”, spiega Diego Bonavina, assessore allo sport del Comune di Padova. Bonavina si guarda alle spalle: c’è una marea di eventi di altissimo livello andata in fumo in questi mesi in città. La partita Italia-Inghilterra del Sei Nazioni femminile, la Gran Fondo di ciclismo, la Maratona, ma anche il meeting di atletica leggera in programma a luglio ma ancora in forse. Fa male.

“Ma fa più male rendersi conto che a settembre il trenta per cento delle associazioni, specie quelle più piccole, quasi sicuramente non ripartirà. Vivono di piccole sponsorizzazioni, che magari arrivano da esercizi commerciali oggi in crisi. Eppoi le famiglie che non hanno più i soldi per le quote associative. C’è chi ha perso il lavoro, chi è in cassa integrazione, chi è rimasto fermo a lungo. Credo che saranno tante a faticare e ipotizzo chiusure, trasferimenti di atleti, fusioni, troppi i ragazzi che smetteranno. Il mio obiettivo – afferma l’assessore – è che nessun giovane smetta di fare sport. Sarebbe un dramma, perché il rischio è ritrovarceli per strada”.

Da parte sua il Comune di Padova ha già messo in campo una serie di misure e di iniziative economiche per far fronte alla situazione. Gli affitti degli impianti sportivi comunali sono stati sospesi fino a settembre. Così come i piani di rientro in corso, le cui mensilità in stand-by saranno messe in coda al piano stesso. Sospesi fino al 31 ottobre anche i pagamenti delle utenze degli impianti, che in una situazione di normalità avrebbero dovuto essere versati entro luglio. “Ho sollecitato tutte le federazioni perché non vengano richieste le iscrizioni per la prossima stagione sportiva. Molte hanno già accolto l’invito. C’è una volontà comune di fare qualcosa insieme”, spiega Bonavina, che annuncia un ulteriore progetto in cantiere: “Si chiama Padova Gioca ed è un aiuto economico concreto alle famiglie in difficoltà perché possano far riprendere ai figli l’attività sportiva”.

L’avvocato ed ex calciatore legge positivamente le misure economiche del governo. “Con il Cura Italia per la prima volta ci si è accorti dell’esistenza dei collaboratori sportivi. Il bonus dei 600 euro è una misura importante per provare a mantenere in vita le associazioni ed è stata rinnovata anche per aprile e maggio”, afferma l’assessore. Che però qualche sassolino nella scarpa ce l’ha e se lo toglie. “Credo che in questa emergenza sia mancata una cabina di regia capace di mettere in linea le decisioni del governo con quelle delle regioni e che non ha coinvolto le federazioni, chiamate poi a dettare le regole delle varie discipline”.

Sara Salin