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Ponte San Nicolò: plateatici gratis e taglio delle tasse per aiutare il commercio

Il Comune di Ponte San Nicolò ha stanziato 50mila euro per il commercio, che dovrebbero andare ad alleviare le imposte

Plateatici

La chiusura delle attività commerciali ha messo in difficoltà i negozianti, che devono fare i conti con mancati incassi e imposte da pagare. La situazione è critica, con problemi diversi per ogni categoria, come spiega Paolo Nardo, delegato Ascom per Ponte San Nicolò.

Ponte San Nicolò a sostegno del commercio

“Molti soffrono l’incertezza – dice. Gli unici che hanno avuto un po’ di respiro sono i piccoli negozi di alimentari”. Per chi resiste, altrettanti faticano. “I bar, quando riapriranno, sono a rischio affollamento: speriamo che in futuro non si facciano pagare i plateatici. È dura anche per i negozi di abbigliamento, che hanno dovuto chiudere appena arrivata la merce della nuova stagione”.

L’emergenza è un duro colpo all’economia locale, che aveva già visto alcune attività abbassare le saracinesche nell’ultimo anno. “Sembra che arriveranno aiuti dal governo – continua Nardo – ma se non sono a fondo perduto c’è il rischio di trovarsi a dover pagare i fornitori e al tempo stesso restituire i soldi allo Stato”. Conclude con una speranza di confronto con il Comune su come uscire dalla crisi. Confronto che ci sarà, promette il sindaco Martino Schiavon: a breve partiranno dei tavoli di lavoro con i rappresentanti degli esercenti, per vagliare proposte e soluzioni. “La nostra abitudine è sentire sempre il portatore di interesse – spiega – Abbiamo già individuato delle possibili azioni, ma vogliamo coinvolgere gli imprenditori e sentire le loro idee. Ci saranno dei gruppi di persone che lavoreranno per cercare di assecondare le esigenze del mondo imprenditoriale”. Il Comune ha stanziato 50mila euro per la categoria, che dovrebbero andare ad alleviare le imposte.

“Secondo noi sono da impegnare in uno sconto della Tari – dice il sindaco. Siccome non possiamo non pagarla come Comune, non si può esentare gli imprenditori, ma pensiamo di pagare noi una parte. Una quota sarà direttamente versata dall’amministrazione, sarà come una nuova opera pubblica”. Intanto le imposte comunali sono posticipate e pare sarà possibile non far pagare la Tosap.

“Poi pensiamo di ampliare i plateatici e gli orari di apertura: sto valutando di firmare il permesso per l’apertura 7 giorni su 7 e dalle 7 alle 22 per alcuni esercizi commerciali, come parrucchieri ed estetisti, dal momento in cui potranno aprire. Ma non può essere solo il sindaco a decidere, bisogna rendere partecipi della discussione i veri portatori di interesse”.

Carlo Romeo

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