Home Trevigiano Quinto di Treviso, Sonia Ervas: “La mia arte? Potenza ed energia”

Quinto di Treviso, Sonia Ervas: “La mia arte? Potenza ed energia”

L’arte è emozione e libertà. Sonia Ervas, originale artista quintina, lo sa bene e per questo ha fatto di questa grande passione la sua vita.

Sonia Ervas

Nata a Treviso il 29 gennaio 1966, ha dimostrato sin dall’infanzia una particolare predilezione per l’arte, vincendo già alle scuole elementari il primo premio per il miglior disegno e facendosi notare alle scuole medie dall’insegnante di arte, il professor Botta. Proseguiti i suoi studi al liceo artistico, nel 1988 ha concluso il suo percorso accademico con gli artisti e docenti Emilio Vedova e Carmelo Zotti all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Da allora, come lei stessa dice e dimostra, vive per l’arte: si è specializzata in tecniche miste, prediligendo l’astratto polimaterico, ma dando anche spazio alla moda, all’architettura, alla grafica e al design d’arredo. Si dedica inoltre anche all’insegnamento a bambini e adulti e collabora con alcune associazioni, tra cui l’Associazione Tant’Arte, che ha raccontato la storia di Sonia nel video “Arte e coscienza – capitolo 3

Guardando alla sua produzione artistica, è possibile affermare che lei abbia una personalità piuttosto poliedrica e originale, per comporre le sue opere utilizza polistirolo, carta, legno, tele, smalti, stucco e altro ancora. Ma quali sono i generi e i modi espressivi che preferisce?

“Inizialmente dipingevo nudi di donne, ma poi ho conosciuto l’astrattismo di Emilio Vedova e ho compiuto questa evoluzione. Del resto, chi fa astratto, prima passa sempre dal figurativo, perché deve sapere come rendere bene la profondità. Cerco sempre di lasciar spazio alla luce nelle mie tele, anche se spesso i colori dominanti nelle mie opere sono il bianco e il nero. Con le velature, poi, do trasparenza ai quadri”.

Lei lavora anche con i bambini. Quanto è importante secondo lei educare i più piccoli all’arte?

“È molto importante. Se a un bambino piace disegnare, è una passione che va coltivata. Nei miei corsi, mi accorgo subito di quei bambini che hanno già sviluppato quest’attitudine in base all’abbinamento dei colori che fanno e a come li utilizzano. L’arte poi può aiutarli anche ad affrontare le loro paure e le loro difficoltà: alcuni bambini hanno sconfitto la balbuzie e hanno migliorato la loro dislessia dipingendo”.

Quale messaggio vuole mandare con le sue opere?

“Nelle mie opere cerco di esprimere eleganza, bellezza esteriore, ma anche la mia interiorità. A volte nella vita ci sono dei momenti molto bui, ne ho passati molti anch’io: l’arte mi ha aiutata molto ad affrontare i problemi e mi ha aiutata a riprendermi. Persino in questo periodo di isolamento non mi lascio abbattere: prendo quello che viene e sono felice con e grazie all’arte. Per me quindi l’arte è questo: potenza ed energia. È la volontà di non disperarsi mai perché anche nei momenti più bui ci si può sempre riprendere”.

Gaia Zuccolotto

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