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Adria, Zaninello: “Il calcio? Socialità ed emozioni”

Lombardo d’adozione, l’allenatore ha Adria nel cuore: tutti i sui parenti vivono qui

Gianni Zaninello

Gianni Zaninello, l’accento lombardo ce l’ha eccome. Anche perché aveva due anni quando con la famiglia da Adria si è trasferito dalle parti di Cantù, vicino al lago di Como. “Papà faceva il commerciale nel settore editoriale ed era spesso in Lombardia, la mamma era insegnante, così decisero di trasferirsi. Ma i parenti sono tutti ad Adria”.

Perché Gianni Zaninello, ad Adria, ci è nato, nel 1971, poi il trasferimento a Cantù prima di andare a Meda, cittadina di 22mila abitanti, in provincia di Monza e Brianza. Qui, Zaninello da cinque anni è il direttore generale del Meda calcio femminile, prima squadra in serie C e un settore giovanile di 180 giocatrici. Prima di mettersi dietro alla scrivania, Zaninello ha allenato la prima squadra, sfiorando, alcuni anni fa, la serie B. A 19 anni ha cominciato ad allenare.

Adria, parla il talento Gianni Zaninello

“La prima esperienza l’ho avuta con i Pulcini del San Paolo Cantù, poi ancora settore giovanile alla Faloppiese e poi i più grandi, Allievi e Juniores del Cantù. A Cantù con la prima squadra sono stato il vice nel campionato di Promozione e Eccellenza, poi ho allenato il Prima categoria prima di cominciare con il femminile, nel 1995, il Como dove sono stato per 4 anni, prima di approdare al Real Meda. All’inizio mi sono occupato di settore giovanile poi ho assunto la guida tecnica della prima squadra e da due anni sono direttore generale della società”.

In Polesine il calcio femminile ha sempre fatto fatica a decollare. Ora a Rovigo, c’è, nel calcio a 5, una squadra, il Granzette, che sta facendo bene nel campionato di serie A2. Ma c’è solo la prima squadra. “La ricetta vincente, secondo me, è quella di partire dal basso, dal settore giovanile, con una struttura tecnica efficiente e qualificata, facendo degli open day e dei camp estivi che siano propedeutici al calcio. Il calcio femminile da queste parti ha cominciato a prendere piede con Milan, Inter, Pro Sesto e ora anche Monza, ma noi, nel nostro piccolo, abbiamo circa 180 ragazze che si allenano da noi.”

Meda ha anche il maschile. “Sì, è un’altra società, però: dividiamo i due centri sportivi, in sintetico, che sono gestiti da una società terza, e la cosa più bella è che abbiamo molti fratelli e sorelle che giocano a calcio, uno da una parte e uno dall’altra”. Cos’è per lei il calcio? “Una grande fetta della mia giornata. Il calcio è relazioni, socialità, emozioni, comprende moltissimi aspetti. Essendo il calcio uno sport situazionale, fatto di esperienze, più ne affronti e più è facile adottare delle tattiche e non solo sul campo”.

C.A.

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