Home Turismo & Sapori Australia: a rischio anche i viaggi di lavoro?

Australia: a rischio anche i viaggi di lavoro?

Il momento è particolare e questo nessuno lo mette in dubbio: l’emergenza sanitaria ha, infatti, avuto delle conseguenze molto pesanti su diversi aspetti della nostra società e dell’economia mondiale. Ne ha risentito il commercio al dettaglio e ovviamente anche il turismo, con le frontiere che hanno chiuso le sbarre per proteggersi e per evitare la diffusione dei contagi.

L’Australia, da sempre molto attenta alla sicurezza, non ha ovviamente fatto eccezione e potrebbero essere a rischio anche i viaggi di lavoro. Nell’attesa di qualche certezza in più, nulla ci impedisce di mantenere attivi i nostri contatti tramite la rete e di programmare anzitempo il viaggio. In sintesi, abbiamo tutto il tempo per informarci correttamente sui documenti per l’ingresso e su come sfruttare al meglio il nostro soggiorno di lavoro.

Consigli sugli spostamenti in aereo

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), ha smentito, una volta per tutte, l’idea che la cabina di un aereo possa essere pericolosa in quanto non vi è nessun rischio di contaminazione tramite l’aria, infatti, il virus si trasmette tramite le goccioline originate da starnuti o tosse di chi è già infetto e che si trova a meno di un metro di distanza.

Tra l’altro, su un aereo, l’aria è ricambiata ogni 2/3 minuti, l’ideale, quindi, sarebbe avere almeno un metro e mezzo dal vicino di posto, ovviamente, questa cosa è molto complessa da attuare su qualsiasi mezzo pubblico. Il consiglio resta sempre lo stesso: dotarsi di una mascherina.

L’Organizzazione mondiale della Sanità prescrive dispositivi conformi alla norma EN 149 con marcatura CE seguita dal numero dell’Organismo di Controllo che ne autorizza la commercializzazione. I prodotti classificabili come Dpi – Dispositivi di protezione individuale, invece, non sono efficaci.

Le mani vanno regolarmente disinfettate con disinfettanti a base di alcol, in viaggio sono sempre comode le salviettine monouso, sempre a base alcolica. Dal 3 giugno, poi, ci sono state nuove disposizioni: chi entra in Italia da un paese estero o rientra, non è più soggetto alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni, questo vale per alcuni Paesi.

State pensando di andare a lavorare in Australia?

Chi desidera vivere in Australia deve per forza trovare un lavoro, non solo per una questione di visti, ma anche di costi. Le grandi città australiane sono fra le più care al mondo ma in termini lavorativi qui si trovano moltissime opportunità ghiotte, sia come prospettive di carriera, sia come stipendi.

Fra i mestieri e le professioni più richieste si trovano i medici e gli infermieri, insieme ai cuochi e ai pizzaioli. Anche chi si occupa di edilizia, come i piastrellisti ed i muratori, qui troverà un terreno fertile per le proprie ambizioni.

Gli stipendi, come detto, sono piuttosto alti anche se bisogna guadagnarseli. Nel senso che per trovare lavoro in Australia non basta schioccare le dita. La missione parte sin dalla compilazione di un curriculum completo e accattivante, dato che si richiede molta esperienza nel proprio campo di riferimento. Inoltre, online si trovano diversi annunci, ed è ovviamente possibile auto-candidarsi tramite i siti web ufficiali delle varie compagnie.

Di contro, in Australia i datori di lavoro sono piuttosto tradizionali, e ancora oggi preferiscono il canonico “faccia a faccia”, specialmente in settori come quello turistico. Dunque, per poter entrare in questo paese come lavoratori, si dovrà ottenere l’apposito visto business per l’Australia, reperibile sul sito di auvisa.org, ad esempio.

Un discorso analogo vale da sempre anche per i semplici turisti e per gli studenti. Per capire l’evoluzione della questione per via del Covid, soprattutto in merito ai viaggi dei lavoratori, conviene controllare costantemente i canali ufficiali. Attualmente la situazione pare la stessa di inizio marzo: vuol dire che l’Australia ha ufficialmente chiuso i propri confini, e non permette l’ingresso dei turisti o di tutte quelle persone sprovviste di autorizzazione.

Gli unici autorizzati ad entrare nel paese dei canguri sono i residenti e le loro famiglie, insieme alle persone con cittadinanza neozelandese che hanno intenzione di raggiungere casa propria. È chiaro che, quando riapriranno i confini, si tornerà alla normalità.