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Bottrighe, Amarcord: quel bel Danubio Blu

Il ristorante balera sul Po, regno di indimenticabili momenti di festa Venne demolito nel 1967 a seguito dell’innalzamento degli argini

Danubio blu

A Bottrighe era davvero un bel “Danubio blu”, il tipico ristorante-balera sulla riva sinistra del Po. Se lo ricordano in molti quel bellissimo locale che tanto aveva fatto parlare di sé, non solo per i prelibati piatti dell’osteria, ma anche per le indimenticabili serate estive di ballo liscio, con grandi orchestre, dove ci si divertiva sulla pista adagiata sul grande fiume. Al ristorante, ad esempio, era spesso di casa la famiglia padovana di Ilario Montesi, proprietaria dello zuccherificio. Per oltre quarant’anni il “Danubio Blu” ha fatto sognare generazioni di bottrighesi, ma anche di tanti che qui affluivano da lontano.

Bottrighe, la gestione del Danubio Blu

Il “Danubio blu” è ricordato soprattutto per la gestione dei coniugi Bice e Iginio Giliati che lo condussero per tanti anni, sino al 1963, quando poi passò, per poco tempo ancora, alla famiglia Ostellari. Arriva quindi l’epilogo per lo storico locale. Nel 1967, a seguito del rialzamento degli argini del Po, che avrebbero garantito sicurezza idraulica nel caso delle soventi piene del fiume, viene demolito, chiudendo, di fatto, un’altra pagina della vecchia Bottrighe. Il “Danubio blu” si trovava appena giù in golena, nelle vicinanze della discesa di via Umberto Maddalena, al “Cào d’sora” (Capo di Sopra- ndr), che dall’argine del fiume conduce al centro di Bottrighe. Ancor oggi, dopo tanti anni, questa discesa è conosciuta per “Calà d’Giliati”, tanto, che di notte, l’insegna grande del “Danubio blu” la illuminava.

Una staccionata, che girava attorno al Danubio, era rivestita di una pianta rampicante che i ragazzi chiamavano “Lucamara”. Questa si tagliava con un coltello e si facevano dei bastoncini che si potevano succhiare, in quanto avevano il gusto simile alla liquirizia. Il locale era attorniato da pioppi e tante luci colorate che si specchiavano sul Po. Mitico era il servizio in barchetta per portare i fidanzati in un romantico giretto, accompagnato dalle note di un violinista. C’era pure un attracco per le barche commerciali, spesso utilizzato quando il livello del fiume non permetteva il passaggio sotto il ponte. Al lato destro del locale funzionava uno stallo per le biciclette. Il “Danubio blu” era anche tabaccheria e si poteva giocare a biliardo. Con il “Danubio blu” si spense una delle ultime perle della bella epoca bottrighese, fatta di tanti gioiosi ricordi e divertimenti, nei numerosi locali di ritrovo e svago, che allora, il centro rivierasco offriva e che sapevano richiamare folle di persone che qui giungevano da ogni dove.

Roberto Marangoni

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