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Bottrighe, Mater-Biotech: l’economia è circolare

La bio raffineria Mater-Biotech di Bottrighe è un gioiello di elevatissima tecnologia con una produzione annua di circa 30mila tonnellate di prodotto

Mater-Biotech

Sempre più economia circolare all’interno dello stabilimento Mater-Biotech, primo impianto al mondo di bio butandiolo da materie prime rinnovabili. L’azienda, già premiata per due anni consecutivi da Legambiente, per le soluzioni adottate in materia di efficientamento energetico, ha ultimato i lavori di un nuovo sistema che le consentono di convertire il proprio biogas in biometano da immettere nella rete nazionale.

I sottoprodotti della produzione vengono infatti utilizzati per soddisfare il fabbisogno energetico della fabbrica, ottimizzano il ciclo di vita dell’intero processo, secondo un approccio circolare in cui gli scarti tornano ad essere risorse, con notevoli risparmi energetici. Tra le diverse soluzioni di efficientamento in uso nello stabilimento, ci sono un sistema a ricompressione meccanica per lo sfruttamento di tutti i cascami termici altrimenti dispersi, un sistema di cogenerazione e un biodigestore.

Quest’ultimo, attraverso un processo altamente tecnologico, degrada i sottoprodotti di produzione e li converte in fonte energetica, nello specifico in biogas, che viene successivamente bruciato in una caldaia bifuel, cioè che può funzionare a gas naturale o a biogas, per generare vapore, poi ridistribuito allo stabilimento ed utilizzato ai fini produttivi. Con l’impianto di upgrading biometano, l’azienda sarà in grado di immettere direttamente biometano in rete e si renderà ancora più autosufficiente da un punto di vista energetico, compensando il gas naturale che attualmente preleva dalla rete per generare energia elettrica, con biometano che cederà alla rete stessa.

Questa soluzione consente una maggiore efficienza energetica, che da una parte si traduce in risparmio per l’azienda, dall’altra in un impatto ridotto delle emissioni di Co2 in atmosfera. La bio raffineria di Bottrighe è un gioiello di elevatissima tecnologia con una produzione annua di circa 30 mila tonnellate di prodotto, inviato, per le successive lavorazioni, agli altri stabilimenti del gruppo. La produzione di Bio butandiolo avviene dalla lavorazione degli zuccheri, attraverso l’utilizzo di batteri opportunamente ingegnerizzati, un composto chimico sinora ricavato solo da fonti fossili. A differenza del butandiolo tradizionale, presenta un’impronta di carbonio inferiore al 50%. Lo stabilimento polesano fa parte del gruppo Novamont, leader nello sviluppo della produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Una sfida dell’imminente futuro.

R.M.

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