Home Padovano Padova Nord Cadoneghe chiude le porte al 5G: “dico no ai progetti calati dall’alto”

Cadoneghe chiude le porte al 5G: “dico no ai progetti calati dall’alto”

“Nessun consenso da parte nostra senza un serio esame scientifico delle conseguenze a breve e lungo termine sulla popolazione”

Il sindaco di Cadoneghe Schiesaro

No a all’antenna 5G. Il Comune di Cadoneghe non autorizzerà alcuna installazione di antenne per telecomunicazioni e telefonia cellulare 5G. Il diniego è arrivato dal primo cittadino Marco Schiesaro con una ordinanza con la quale si vieta a chiunque l’installazione e l’attivazione sul territorio comunale di impianti con tecnologie 5G e le sue varianti, quali 4G+, 4GPlus, 4G Evoluto. Il provvedimento sospende, di fatto, tutti i procedimenti amministrativi in corso per le relative autorizzazioni. Un diniego che era stato preceduto da perplessità che lo stesso Schiesaro aveva espresso, appena ricevuta la richiesta di installazione, con avviso ai cittadini pubblicato sul sito del Comune.

5G a Cadoneghe, parla il sindaco Schiesaro

«Ci è pervenuta in Comune la domanda da parte di Wind Tre spa – spiega il sindaco Schiesaro –. L’apparecchio avrebbe dovuto essere posizionato su un palo alto 34 metri, in via Marconi a Mejaniga, vicinissimo a un impianto già esistente, in un’area privata. Nessuna informazione, però, è stata data al Comune sull’uso che la compagnia avrebbe inteso farne. È mio dovere, come sindaco e come prima autorità sanitaria locale, assicurarmi che nessun progetto di questo tipo possa essere sbrigativamente calato sulle teste dei residenti, senza un serio esame scientifico delle conseguenze, a breve e lungo termine. Prima vanno verificati gli eventuali effetti nocivi di tali tecnologie. Se risultano sicure allora possono essere installate: ma io come sindaco ho l’obbligo della cautela e della verifica. E poi, non saranno certo i cittadini di Cadoneghe le cavie per le sperimentazioni. Dopo aver sentito anche il Comitato Ambiente di Cadoneghe, abbiamo deciso di applicare il principio della salvaguardia della salute. Conosciamo davvero poco o nulla di questo tipo di tecnologie, in gran parte in mano ai cinesi, che avrebbero, così, libero accesso a tutti i nostri dati personali”. Il primo cittadino si augura che possa essere avviato un approfondito dibattito pubblico sul tema.

“Un confronto che, almeno finora, è mancato sia a livello nazionale che locale. I cittadini sia di Cadoneghe che di qualsiasi altra parte del Paese hanno il diritto di essere informati: non è ammissibile l’impiego di nuove tecnologie in mancanza di studi scientifici definitivi, che stabiliscano oltre ogni ragionevole dubbio la loro sicurezza dal punto di vista della salute, oltre che della protezione dei dati personali”. Sulla vicenda c’era stata anche presa di posizione del M5S di Cadoneghe che, col consigliere Nicola Longo, aveva presentato una mozione. «Ci siamo mossi subito chiedendo al Comune di esprimere, almeno sino a quando non sarà garantita la completa sicurezza di questa nuova tecnologia, parere negativo riguardo l’estensione sul territorio comunale della nuova tecnologia 5G. In una questione così delicata era importante non perdere tempo nel porre i tanti interrogativi”.

(n.m.)

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