Home Salute Padova Nord Cadoneghe: “Didattica a distanza, sforzo notevole in questi mesi”

Cadoneghe: “Didattica a distanza, sforzo notevole in questi mesi”

Il dirigente dell’Istituto comprensivo di Cadoneghe: “Ingiuste le polemiche, la scuola si è fatta carico di creare legami e sperimentare soluzioni”

Il plesso Galilei

In merito alla presa di posizione di alcuni genitori di Cadoneghe sulla didattica a distanza, di cui abbiamo dato conto nella precedente edizione, interviene il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo, con una riflessione condivisa con i docenti del plesso Galilei.

Ridefinizione della didattica a Cadoneghe

“L’emergenza sanitaria ha comportato per la scuola una ridefinizione della didattica, – spiega il dirigente Giovanni Pretina – del rapporto educativo, della relazione con i bambini e con le famiglie; questa rivoluzione non è stata indolore per nessuno, né per i genitori né per i docenti, ha comportato modifiche enormi nella gestione dei tempi, degli strumenti didattici, delle stesse modalità educative. Il plesso Galilei, al pari degli altri dell’Istituto Comprensivo di Cadoneghe, ha messo in atto strategie didattiche differenziate, a seconda dell’età dei bambini, delle possibilità e delle competenze delle famiglie, della strumentazione in possesso. I docenti hanno fatto ricorso alle piattaforme digitali già in uso, come il registro elettronico e i drive della posta elettronica, e hanno provato a mettere in funzione altri strumenti che potessero essere utilizzati dagli alunni; sì, provato è la parola giusta, perché in emergenza non si può che tentare la strada giusta per essere efficaci nell’azione educativa e didattica.”

Un grande sforzo per non perdere nessun allievo

“Ogni tentativo di innovazione e di sperimentazione, – continua il dirigente – come succede nei momenti difficili, è stato condiviso con riunioni continue tra docenti del plesso; è stato comunicato ai genitori, che hanno offerto collaborazione in un rapporto di ritrovata fiducia con la scuola; è stato studiato e consolidato da attività di formazione tra docenti e da scambi di buone pratiche. Lo sforzo di questi tre mesi di cosiddetta didattica a distanza è stato speso per non perdere nessun allievo, per fare squadra con tanti generosi rappresentanti di classe che hanno costruito una rete di vicinanza e solidarietà con le famiglie e i bambini meno attrezzati. Il bilancio finale non può dirsi del tutto positivo per l’efficacia didattica: come dice il famoso proverbio, ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino: e alla didattica a distanza è mancato proprio il villaggio della scuola vera, fatta di relazioni, di comunità, di crescita in gruppo”.

“Per tutti questi motivi – conclude il prof. Petrina – sentiamo di non meritare le polemiche mosse dall’articolo: nei giorni seguenti alla pubblicazione abbiamo ricevuto attestazioni di genitori in profondo disaccordo con quanto letto. La scuola si è fatta carico in questi mesi duri di continuare a tenere i contatti, di creare legami e ponti, di sperimentare soluzioni; con lo stesso spirito costruttivo con cui si sono mossi tanti docenti delle scuole italiane. C’è bisogno ora più che mai di mettere in luce il buono e l’utile che la scuola italiana ha prodotto”.

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