Home Veneziano Miranese Sud Chiude il ristorante-pizzeria “Ai Molini” a Mirano

Chiude il ristorante-pizzeria “Ai Molini” a Mirano

Chiude Ai Molini, uno dei più suggestivi ristoranti pizzeria di Mirano.

Ai Molini

Paolo Feltrin e la moglie Giovanna Delli Guanti hanno detto basta all’inizio della Fase 2: “Troppe restrizioni, incertezze e costi esorbitanti: impossibile andare avanti”.

Una decisione dolorosissima: Feltrin, che aveva legato il suo nome alla rinascita del ristorante, rilevato nel 2009 dopo un anno di chiusura e abbandono, parla di “notti insonni” e una decisione finale “che è come una pugnalata al cuore”.

“Ci sarebbe piaciuto salutare e ringraziare i nostri affezionati clienti in un altro modo – spiega il gestore – però è andata così: è stata una bellissima avventura, purtroppo conclusa nel silenzio assordante di questi giorni così inquietanti e particolari. L’unica cosa che ci dispiace è lasciare senza un ringraziamento diretto a tutti i nostri amici”.

Per Feltrin e consorte, come per molti ristoratori, la nuova fase è insostenibile, il distanziamento e le misure di prevenzione impossibili, la familiarità di certi ambienti ormai perduta.

Mirano, difficile la ripartenza post Coronavirus

“Ma soprattutto i costi – spiega l’ormai ex titolare – questo locale è come una Ferrari che deve correre a pieno ritmo: se il futuro riserva solo incertezze, corre solo a metà. Le spese, l’affitto, il personale non aspettano tempi migliori e senza alcun appoggio vero, reale, del Governo è impossibile continuare. Se poi ci mettiamo anche le mascherine e tutte queste restrizioni che impediscono il rapporto umano, l’ospitalità vera, la chiacchierata con i clienti al tavolo, che per noi erano tutto, non rimane molto da fare”. Per un’esperienza di vita, anche personale, che aveva fatto della familiarità il suo punto forte, ben oltre le citazioni nelle guide gourmet, il rammarico più grande è non aver potuto salutare gli ospiti:

“Abbiamo ricordi che porteremo a lungo nel nostro cuore – ricorda Feltrin – abbiamo fatto di tutto per restare a galla, organizzando matrimoni, cresime, lauree, cene di lavoro, non è stato possibile continuare”. Molti chiedono a Paolo e famiglia di ripensarci e tra questi c’è anche la sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello: “Spero davvero – dice il primo cittadino – che sia una decisione che si possa rivedere, sarebbe una grande perdita per la città”. Messaggio con cui Pavanello interpreta il sentimento di molti e soprattutto la preoccupazione che i Molini di Sopra restino ora una scatola vuota, poco appetibile per nuovi acquirenti, soprattutto in questo momento storico difficile e quindi destinata a un lento decadimento. Filippo De Gasperi

Le più lette