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Commercio Rovigo: “Azioni integrate”

Il Comune di Rovigo chiede al governo proposte concrete, utili al rilancio delle attività economiche locali

Commercio Rovigo

Anche il Comune di Rovigo ha fatto sentire la sua voce, per quello che riguarda la richiesta di proposte concrete, utili al rilancio delle attività economiche.

Commercio Rovigo, parla l’amministrazione

L’assessore comunale alle Attività produttive, Dina Merlo, spiega che “sono state riscontrate la necessità e l’urgenza di una strategia organica e accompagnata da risorse e progettualità adeguate per il mondo delle micro, piccole e medie imprese dal commercio al dettaglio, dell’artigianato, del turismo, dell’agricoltura, della pesca che -, già investito da un profondo processo di mutamento generato dalla grande distribuzione prima e dal commercio online dopo, ma tuttora presidio sociale ed economico decisivo in molte realtà locali – rischia di essere fortemente danneggiato dall’emergenza sanitaria. Tramite l’Anci abbiamo chiesto al Governo misure economiche che consentano strumenti diversificati: ristoro completo ai Comuni delle mancate entrate dovute alla chiusura forzata delle attività, messa a disposizione di risorse che possano consentire alle amministrazioni di attivare politiche dirette di sostegno alle attività produttive, protocolli di gestione dei flussi per tutte le categorie merceologiche delle attività commerciali e dei servizi professionali, semplificazioni amministrative che possano velocizzare al massimo la riattivazione delle attività nella nuova configurazione consentita dal distanziamento sociale in Fase 2, quali ad esempio quelle relative alla modifica della distribuzione dei locali e all’occupazione di suolo pubblico”.

Rovigo in fase di ripresa post- Covid presenta caratteristiche di criticità. Per questo è stato richiesto il coinvolgimento del terzo settore nella gestione e supporto all’apertura degli esercizi, la promozione di progetti di sensibilizzazione dei giovani per garantire e preparare il ricambio generazionale o la riapertura di esercizi commerciali chiusi, il supporto alle aziende locali del reparto agro-alimentare per l’apertura di punti vendita, anche legato a progetti di marketing e sviluppo delle tipicità. “L’esperienza di questi mesi ha permesso di organizzare la distribuzione del bonus spesa e di raggiungere una fascia di popolazione colpita dalla crisi, ma anche di sperimentare un coinvolgimento del mondo del volontariato attivo, che ha consentito tempestività e presenza sul territorio. Un modello analogo e mirato al supporto diretto e indiretto delle attività economiche richiede l’impegno dell’amministrazione comunale, quale prima istituzione territoriale più vicina”.Marco Scarazzatti

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