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Istrana: nuova veste per il centro estivo

La sindaca di Istrana riapre il centro estivo per un graduale ritorno alla normalità

Istrana centri estivi
Istrana centri estivi

Centro estivo partito a Istrana, ma con una formula diversa. “La pandemia Covid 19 ha introdotto in maniera dirompente dei cambiamenti nella nostra vita e in quella delle nostre famiglie – afferma la sindaca Maria Grazia Gasparini –. Questi cambiamenti non hanno alterato solo la quotidianità e la comunità esistenziale degli adulti, ma la chiusura delle scuole e la sospensione di tutte le altre attività hanno prodotto una serie di alterazioni anche nella vita dei bambini. Noi abbiamo intercettato un profondo bisogno delle famiglie e dei minori relativo alla gestione del tempo libero per un graduale ritorno alla normalità”.

La scelta del Comune abbandona lo sport ma riapre i centri estivi affinché i bambini possano tornare a sperimentare la socialità

La preoccupazione dei genitori sul come organizzare e riuscire a far coincidere i mesi di vacanza scolastica dei figli con gli impegni lavorativi trova una risposta molto spesso nei centri estivi. Sono in tante infatti le famiglie che ogni anno d’estate aderiscono al centro estivo comunale a tema sportivo. Istrana, per i bambini e i ragazzi, nei mesi più caldi si trasformava in una sorta di cittadella dello sport all’interno della quale veniva data a tutti gli iscritti la possibilità di provare diversi sport e anche quella, una volta alla settimana, di andare in piscina. Quest’anno però il Covid 19 ha ribaltato un po’ le carte in tavola nella già avviata organizzazione delle attività da parte dell’amministrazione. Per questo, la sindaca e i suoi assessori hanno pensato di coinvolgere le stesse famiglie per creare un centro estivo capace di andare incontro alle loro esigenze e allo stesso tempo che osservi le disposizioni della Regione e dell’Usl 2 Marca Trevigiana.

“Non è il centro estivo degli anni scorsi, focalizzato sull’attività sportiva – spiega la sindaca –, ma comunque una proposta che rappresenterà uno spazio fisico e relazionale sicuro all’interno del quale i bambini possano tornare a sperimentare la socialità, nonché un sostegno alle famiglie e ai lavoratori nella fase di ripartenza delle attività. Abbiamo proposto alle famiglie un’idea progettuale frutto di uno sforzo organizzativo in collaborazione con l’Usl 2 notevole”.

Lucia Russo

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