Home Salute Riviera del Brenta La gestione della fase 2 dell’emergenza Coronavirus

La gestione della fase 2 dell’emergenza Coronavirus

Quando finirà l’emergenza in atto, gli Ospedali Covid, come dice il Ministro della Salute Roberto Speranza, verranno mantenuti e pertanto su questi si dovranno fare investimenti di lungo respiro.

Ci sarà, a causa della pandemia, anche la necessità di rivedere complessivamente l’organizzazione socio sanitaria sia del territorio che ospedaliera. Serve, pertanto, definire un crono programma per il dopo emergenza cercando di ridurre al minimo anche il grosso problema delle liste di attesa.

Per l’Ospedale di Dolo, punto di riferimento per la Riviera del Brenta e anche per il Miranese, si chiede il ritorno, quanto prima, dei reparti temporaneamente spostati a Mirano di Urologia, Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Pediatria e Settore Materno Infantile, con la ripresa della piena attività, per restituire ai medici la capacità programmatoria e dare risposta ai pazienti già in loro cura. La vera questione riguarda la durata di questa emergenza.

Sembra che non sarà assolutamente breve e che addirittura ci potrebbe essere una seconda ondata di contagi in autunno. Se nella prima fase per rispondere all’emergenza ,non essendoci stato il tempo per un vero piano di interventi, i reparti di Dolo sono stati trasferiti a Mirano e a Noale, la fase sanitaria 2 deve essere programmata pensando anche ai pazienti non Covid per non penalizzarli e per dare risposte alle patologie mediche e chirurgiche di un vasto territorio di 300.000 abitanti formato dalla Riviera del Brenta e dal Miranese. Per rendere tutto questo fattibile occorre pensare anche ad una nuova programmazione per i pazienti Covid con investimenti ad esempio su progetti mirati all’utilizzo di strutture nell’area ospedaliera di Dolo e creare uno spazio dedicato alla terapia intensiva.

Per fortuna si sta registrando un minor numero di ricoveri di pazienti e questo vale per i reparti di terapia pre-intensiva che di terapia intensiva (attualmente a Dolo ci sono 4 pazienti in terapia intensiva e 54 in area non critica). Questa emergenza, però, ha anche messo in evidenza come, sia Mestre che Chioggia e Mirano, non siano in grado di sopperire alle richieste a cui Dolo prima dava risposta.

La programmazione sanitaria va rivista, ma è indispensabile agire anche sul rilancio della Medicina territoriale attraverso un percorso che mette assieme Medici di Medicina Generale ,con le nuove tecnologie, infermieri e le unità speciali di continuità assistenziale che possono diventare una soluzione per la gestione dei pazienti Covid in sinergia con l’Ospedale. In tutto questo il Distretto Sanitario di Mira e della Riviera, diventa ancora più importante come punto di integrazione di tutti i servizi e delle diverse strutture socio-sanitarie del territorio. Esso diventa ancora più attuabile anche in considerazione delle consistenti risorse stanziate sulla Medicina territoriale. Per tutto ciò auspichiamo un dialogo proficuo con l’Azienda Socio-Sanitaria e la Regione.

Dott. Francesco Sacco – Assessore Comune di Mira
Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità,
Programmazione Sanitaria, Distretto Sanitario

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