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Limena, Vite Vere Down Dadi: inclusione sociale, condivisione, lavoro

La cooperativa Vite Vere Down Dadi di Limena segue passo passo il percorso verso l’autonomia dei giovani attraverso attività che esaltano le singole attitudini

Giovani di Vite Vere Down Dadi a Limena

Un gruppo di genitori di persone con disabilità si impegna per creare un futuro diverso da quella vita fortemente protetta, unica possibilità offerta. Grazie al prezioso contributo di operatori motivati è nata nel 2015 la Cooperativa Vite Vere Down Dadi. Ne parliamo con la presidente Patrizia Tolot.

Quali le vostre attività?

“Offrire ad ogni famiglia un Progetto di Vita che, ad iniziare dalla nascita, accompagni la persona con disabilità e la sua famiglia nelle varie fasi della vita. Si inizia con Il Centro autorizzato Dadi per l’età evolutiva dove gettare le basi per quel percorso verso l’Autonomia che porterà al “Mettiamo su Casa”, ad oggi già due gruppi hanno raggiunto il traguardo di vivere nelle propria casa sganciati dalla famiglia di origine. Si lavora anche sul fronte dell’inclusione occupazionale che vede i ragazzi impegnati nel loro negozio, Dadi Shop, il primo in Italia dentro ad un centro commerciale, presso Alì il Bacchiglione di Selvazzano Dentro. E’ un gift shop dove i prodotti sono stati personalizzati e creati dai ragazzi stessi nel loro Atelier creativo”.

Cosa prevede la convenzione con il Comune di Limena?

“Si tratta di Casa Vela, una vera e propria casa dove iniziare i primi percorsi di autonomia in età pre adolescenzale. Nella settimana si alternano circa 50 ragazzi che a turni in piccoli gruppi imparano come gestire le attività domestiche dentro e fuori la casa nonché le prime nozioni sull’uso e valore del denaro imparando a fare la spesa per esempio”.

Come sta procedendo il percorso di autonomia all’interno dell’appartamento a Limena?

“La location è ottimale e permette ai ragazzi di apprendere le regole della vita di gruppo in un contesto protetto, lontano dalla frenesia della città”. Come stanno vivendo questa emergenza? “Tutte le attività sono sospese e, come per ogni cittadino, ciò significa rinunciare alla libertà d’azione che una Vita Vera offre a ciascuno di noi. Grazie alla tecnologia e al nostro personale si cerca di mantenere le relazioni sociali nonché le capacità di autonomia acquisite”.

Un vostro sogno nel cassetto?

“Riprendere quanto prima e, considerando che non abbiamo alcun contributo per il grande lavoro svolto, di riuscire a trovare risorse necessarie per dare risposte alle famiglie che credono nelle potenzialità dei propri figli”.

Fanny Xhajanka

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