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Mira: disabili, l’Anffas teme lo smantellamento dei servizi

Per la presidente Donatella Donati: “E’ necessaria l’apertura dei centri diurni per un numero maggiore di utenti con una turnazione tra mattino e pomeriggio”

Anffass

L’Anffas della Riviera del Brenta, lancia l’allarme: la riapertura dei centri diurni è stata lasciata in queste settimane a se stessa, senza linee guida precise. Le famiglie dei disabili dell’area temono un taglio dei servizi e sono arrivate allo stremo dopo oltre due mesi di chiusura in casa con i figli. Aumentano le tensioni con le persone disabili in casa e i famigliari.

Mira, le parole della presidente Anffas

“Nella nostra realtà dell’ex Ulss 13 cioè Riviera del Brenta e Miranese – spiega la presidente dell’Anffas della Riviera Donatella Donati – seguiamo circa 200 persone con disabilità. Giorno dopo giorno, in questo periodo molte famiglie hanno visto vanificare il lavoro di anni e, per stanchezza, stanno perdendo la capacità di gestire in modo proficuo ed efficace la vita quotidiana dei loro figli o famigliari con disabilità, siano essi in età evolutiva o in età adulta”.

”E’ urgente – spiega la Donati – che, accanto alla graduale riapertura del mondo produttivo e lavorativo, venga avviata, in modo più sollecito e capillare, una “fase 2”per le persone con disabilità, progettandone i modi e le azioni. Una fase che deve essere attivata nelle prossime settimane”. Da qui delle proposte specifiche.

“E’ necessaria – spiega la Donatil’apertura dei centri diurni per un numero maggiore di utenti (ora limitata) con una turnazione tra mattino e pomeriggio, seguendo reali criteri legati alle strutture e non a mere considerazioni di carattere burocratico, in modo che tutti gli utenti trovino maggiore soddisfazione ai loro bisogni. E’ necessario poi nel nostro territorio della Riviera e Miranese l’attivazione, dei trasporti dei disabili in tutte le situazioni famigliari di particolare fragilità”. Infine un timore e un’altra richiesta.

“Non vorremo che questa emergenza fosse l’occasione per smantellare una rete di strutture di supporto alla disabilità – conclude Donatella Donati – monetizzando l’aiuto alle famiglie con bonus di vario tipo. Chiediamo perciò la graduale ripresa delle attività delle strutture semiresidenziali che va condotta in concertazione con le associazioni delle famiglie. Un lavoro questo che può e deve essere fatto in pieno accordo con le istituzioni nelle prossime settimane”.

Alessandro Abbadir

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