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Padova: “Più forti del virus”, la sfida di un quartiere che non si è arreso

Essere quartiere ai tempi del covid-19. L’esempio del 4A: grazie a tanti volontari si è rimesso in gioco scoprendosi ancora più unito e solidale.

Padova

Lo spaccato è emerso in una delle sedute via web della Consulta. Gruppi, associazioni, cittadini hanno raccontato le varie esperienze durante l’emergenza. Una ”istantanea” aperta dal presidente Celestino Giacon.

“In quartiere – ha detto – si sono mobilitati un gran numero di volontari e volontarie. Questi alcuni numeri: 1226 adesioni alla “spesa sospesa” promossa dal CSV, 800 famiglie hanno avuto spese e medicinali, 992 nuclei familiari buoni spesa, 100 tablet acquistati, 741 chiamate ricevute, 189 esercenti che hanno agevolato la spesa a domicilio”.

Padova, le parole dei volontari

Giorgio Silvestrin di “Giocaconilcuore”: “il nostro compito è quello di aiutare i nuclei familiari in difficoltà. Ci aspettiamo, ora, un aumento della povertà: invitiamo i cittadini a coglierne i segnali fra le persone loro vicine”. Marco Finco della Consulta 4b: “stiamo lavorando da mesi sul tema dell’aggregazione, in particolare per le fasce più deboli. Erano stati pianificati incontri per mappare le esigenze del territorio. L’emergenza ha aperto il mondo della Consulta al volontariato, coinvolgendo persone di tutte le età”.

Maria Assunta Nichisolo della Caritas: “questa esperienza ha anche degli aspetti positivi: ci sta insegnando a essere più attenti ai bisogni degli altri. A fine emergenza, non perdiamo quest’abitudine. A Madonna Pellegrina è cambiata la distribuzione delle borse spesa, convertita in buoni spesa. Si è iniziato a raccogliere cibo da portare alle famiglie. Per il futuro manterremo il rapporto con quelle già seguite e avremo particolare attenzione per le nuove famiglie in difficoltà”.

Serena Volpato del “Centro per la mediazione sociale e dei conflitti”: “vista la grande pressione nelle case e nelle famiglie a causa di una condivisione di tempi e spazi senza precedenti, il servizio è sempre rimasto attivo. Abbiamo trattato anche conflitti legati agli affitti e avviato lezioni per far conoscere agli studenti la giustizia riparativa e spiegare come risolvere i contrasti familiari”. Ha concluso Alda Baldan, maestra alla Manin, sulla didattica a distanza: “realtà sconosciuta prima, specie alle elementari. La situazione non è facile, non tutti i bambini hanno gli strumenti. Il contatto manca molto sia agli alunni che a noi insegnanti”.

Nicoletta Masetto