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Piove di Sacco, aveva sfasciato l’ufficio postale: dopo il lockdown è arrivato il momento del rimpatrio

Sarebbe dovuto già essere stato espulso a fine febbraio ma il Covid-19 ne aveva di fatto bloccato il rimpatrio in Marocco. A distanza di qualche mese il momento è però arrivato.

Abdelouahed Atourabi, il quarantenne che a gennaio aveva sfasciato l’ufficio postale di via Zabarella perché non gli era stato accreditato il reddito di cittadinanza (che comunque non gli spettava più) e che nei successivi giorni aveva seminato il panico aggredendo anche una commessa in un market, è stato nuovamente arrestato dai carabinieri della locale stazione che lo hanno rintracciato in un bar della città.

Portato in Questura a Padova, è stato quindi trasferito al Cpt di Gradisca d’Isonzo per completare la procedura di espulsione. Già a Roma per essere imbarcato, era improvvisamente sopraggiunta l’emergenza sanitaria che ha letteralmente bloccato tutto.

Con i voli bloccati e confini chiusi, tutti quelli nelle stesse condizioni di Atourabi, ritirati i passaporti, sono stati così liberati con un foglio di espulsione per scadenza dei termini per esiti positivi dei ricorsi inoltrati dai legali o per rigetto da parte del Tribunale delle richieste di proroga avanzate dalla Questura. Nel frattempo Atourabi era tornato a bivaccare proprio a Piove di Sacco, tra lo sconcerto di tanti che lo avevano riconosciuto.

Con la fine del limbo legato al lockdown, le Forze dell’Ordine però hanno ripreso in mano la situazione e portato a termine, a stretto giro, ciò che era rimasto in sospeso.

Alessandro Cesarato

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