Home Trevigiano Quinto di Treviso: il Covid-19 colpisce anche l’Oasi

Quinto di Treviso: il Covid-19 colpisce anche l’Oasi

Mentre gli operatori fanno i conti con gli effetti del Coronavirus, la natura non si ferma e nascono due cicognini

Oasi Cervara

Sono nati due nuovi cicognini nell’Oasi Cervara. Ora si trovano nella nursery del centro. Tra poche settimane potranno provare a spiccare i primi voli. In questo periodo si tratta di un messaggio di speranza per il territorio protetto in riva al Sile. A causa dell’emergenza coronavirus, anche l’Oasi ha chiesto la cassa integrazione per una parte dei lavoratori.

Neppure questo angolo di paradiso è immune alla crisi legata all’emergenza sanitaria. La chiusura forzata ha già fatto perdere al Cervara oltre la metà dei suoi visitatori. Si contavano 15mila ingressi all’anno. Più di 8mila concentrati nella primavera: tra marzo, aprile e maggio. Proprio i mesi nei quali l’Oasi stavolta è stata costretta a chiudere i battenti. Nel periodo di lavoro più intenso servivano 12 addetti per gestire e curare la riserva naturale che si estende su 24 ettari, sei dei quali visitabili. Adesso è praticamente tutto fermo. Ecco perché si è arrivati alla richiesta di cassa integrazione.

Oasi Cervara a Quinto di treviso: parla il direttore

“La speranza è che la situazione possa evolversi per il meglio – spiega il direttore Erminio Ramponi – in tal caso potrebbe esserci una ripresa turistica nel periodo dell’estate, complice anche il fatto che molti potrebbero scegliere di non allontanarsi troppo da casa. Se così sarà, estenderemo le aperture al massimo possibile”. La manutenzione del territorio protetto è stata ridotta al minimo indispensabile. Ramponi, assieme ai suoi collaboratori, assicura in primis la distribuzione del cibo agli animali: dalle cicogne ai gufi, diventati ormai il marchio distintivo del Cervara, fino alle tartarughe. Ma non ci si ferma. E’ già stato messo a punto un piano per riaprire le porte in sicurezza, garantendo il rispetto di tutte le prescrizioni, a partire dal distanziamento anti-contagio. L’idea è di introdurre un numero chiuso per l’accesso all’Oasi. Nel frattempo il Cervara si è dato da fare online. E’ stato creato un canale ufficiale su YouTube dove vengono caricati dei mini documentari che consentono agli operatori di svelare piccoli segreti della perla del Sile.

Mauro Favaro

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