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Un fondo di garanzia per le attività di Cavarzere

Istituire un “Fondo di Garanzia” per le attività commerciali e artigianali di Cavarzere.

La proposta è del consigliere di minoranza Emanuele Pasquali, contenuta in una mozione depositata a inizio maggio e firmata anche dal consigliere leghista Pierfrancesco Munari. Un’iniziativa pensata per “dare voce alle attività che non hanno lavorato in questi due mesi e mezzo”. “Dobbiamo pensare che dietro ad ogni attività, bar, ristoranti, parrucchiere, estetista, negozio di abbigliamento, laboratorio artigianale, ci sono famiglie che per tre mesi non riceveranno alcun stipendio, non avranno alcun introito della loro attività, se non i famosi 600 euro”.

Per questo, dice Pasquali, il Comune “non può far finta di non sentire il grido di aiuto che viene da queste attività economiche. Le bollette hanno continuato ad arrivare, gli affitti sono stati pagati e così anche le forniture in scadenza. Il Comune deve intervenire con velocità concordando con queste categorie le modalità di erogazione degli aiuti economici”.

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Quindi Pasquali passa a fare i conti: “Da un esame del decreto Cura Italia all’art. 112 c’è la possibilità di posticipare le quote capitali dei mutui che il Comune dovrà pagare nel 2020. Da un esame generale la quota dovrebbe aggirarsi sui 150mila euro, mentre dal risparmio del capitolo di spesa delle manifestazioni primaverili ed estive si potrebbero recuperare altri 50mila. Sono 200mila euro che potrebbero finanziare le attività che rendono vivo il centro di Cavarzere e delle frazioni”. “È una proposta che non aumenta la spesa e non mette le mani in tasca ai cittadini – precisa il consigliere -, ma che sfrutta le possibilità legislative vigenti e fa economia di spesa. Credo sia vitale per Cavarzere preservare le piccole attività economiche e con esse le famiglie che ci lavorano”.

Giorgia Gay

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