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Zero Branco, il lento ritorno alla normalità

Il sindaco di Zero Branco scrive una toccante lettera ai bambini della città: “E’ tornato il tempo di correre liberi e di calpestare l’erba, ma è anche il tempo di portare ancora un po’ di pazienza e mantenere le distanze”

Famiglie

“La fantasia non sarà mai vietata. La vostra fantasia è la libertà più grande e bella, sulla quale nessuno mai potrà impedirvi di volarci sopra”. Si conclude così la lettera che il sindaco Luca Durighetto ha voluto idealmente spedire a tutti i bambini di Zero Branco dopo il picco peggiore dell’emergenza coronavirus. Si cerca a piccoli passi di tornare alla normalità. E i giochi dei bambini nei parchi pubblici rappresentano un tassello fondamentale. Anche qui si è andati per gradi. All’inizio è stata riaperta solo l’area dei giardinetti. Per tornare a rendere accessibili anche i giochi per i più piccoli è servito più tempo.

Zero Branco, la lettera del sindaco ai bambini

“E’ tornato il tempo di correre liberi e di calpestare l’erba, di respirare l’aria fresca, di scaldarvi con i raggi del sole e di distendervi all’ombra di un albero – ha scritto Durighetto parlando direttamente ai bambini – ma è anche il tempo di portare ancora un po’ di pazienza perché è necessario stare attenti e tenere le distanze tra di noi”.

La fase due non vuol dire liberi tutti. Si riprende, sì. Anche i negozi e le varie attività iniziano finalmente a tirare su le serrande. Ma il Covid-19 non è ancora definitivamente sconfitto. Lo sanno bene proprio i bambini che non hanno più potuto far ritorno a scuola. Se ne riparlerà a settembre. Anche se non si conoscono ancora tempi e modi. Il primo cittadino ha scelto di riprendere il concetto espresso da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane: “La fantasia è un posto dove ci piove dentro”. Nessuno potrà mai fermare le parole e le immagini. Ma presto si potrà tornare a viverla, questa fantasia, ciascuno direttamente sulla propria pelle. “Un giorno, non molto lontano, tutto tornerà come prima e potremo andare in altalena e toccare il cielo con un dito – conclude Durighetto – scendere veloci giù dagli scivoli, galoppare in sella a un cavallo di legno e creare giochi che ci facciano divertire come non mai”.

Mauro Favaro

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