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5G: tra il sì e il no Piove di Sacco sceglie di approfondire

Sì o no alla sperimentazione della tecnologia 5G nel territorio comunale?

5 G

Mentre, in ambito provinciale, ci sono realtà che hanno dato il via libera all’installazione di antenne e altre invece che si sono già rifiutate a priori di ospitarle, l’amministrazione del sindaco Davide Gianella ha preferito imboccare una terza via che è quella intanto di cercare di capirci qualcosa in più. L’occasione per spiegare la propria posizione è arrivata in consiglio comunale, quando a sollevare la questione è stata un’interrogazione presentata dai gruppi di minoranza.

Le parole dell’amministrazione comunale

“Abbiamo optato – ha illustrato Simone Sartori, assessore all’Ambiente – per una posizione di responsabilità e accortezza. Già nei mesi scorsi abbiamo richiesto dei pareri in materia ai vari enti di riferimento. Sono stati interpellati i ministeri dell’Ambiente e della Salute, la Regione, l’Arpav, l’Uls 6 e l’Ispra”.

Qualcuno ha iniziato a rispondere, anche se limitandosi a citare la normativa di riferimento. Il dato di fatto è che non esiste ancora una letteratura scientifica sufficientemente completa per valutarne l’impatto da un punto di vista ambientale e sanitario. Per non trovarsi comunque impreparato, per ciò che gli compete, il Comune ha intanto aggiornato il proprio “Piano delle antenne”, chiedendo ai principali gestori telefonici e internet quali siano i piani futuri di sviluppo nel territorio comunale.

“Al momento – ha continuato Sartori – non ci sono antenne e alcun gestore ha manifestato ancora interesse per il nostro ambito. E’ ovvio che nel momento dovessero sopraggiungere delle richieste opteremo per una sospensione del procedimento di autorizzazione per valutare la situazione”. A palazzo Jappelli sul punto regna quindi la prudenza, anche perchè da mettere nel conto per le pubbliche amministrazioni ci sono ora le posizioni sempre più frequenti dei gestori che stanno iniziando a impugnare, con importanti richieste di risarcimento, le ordinanze di divieto emesse in via precauzionale. Questo significa, per le casse degli stessi Comuni, impegnare da subito consistenti risorse per le spese legali.

Alessandro Cesarato

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