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Buoni shopping per il commercio locale di Martellago

Il Comune ha investito 200 mila euro per tutto luglio per aiutare negozi in difficoltà per la crisi

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Arrivano i buoni shopping, la più originale delle misure approntate dall’amministrazione all’interno del piano “Riparti Martellago” locale per sostenere la ripresa economica della città in collaborazione con Distretto del Commercio e associazioni di categoria. Il sistema prevede sconti a pioggia per tutti i cittadini, utilizzabili in qualsiasi negozio di Martellago e frazioni che abbia aderito all’iniziativa. Dura tutto luglio, in due fasi: nella prima, dal 3 al 15, il Comune ha investito 120mila euro; nella seconda, dal 16 al 30, 80mila.

Come funzionano i buoni shopping

Ciascun abitante di Martellago ha diritto a 10 buoni shopping (6 nella prima fase e 4 nella seconda) dal valore di 10 euro ciascuno. I tagliandi sono in formato elettronico e ognuno ha un codice informatico, in modo da essere facilmente individuabile. È possibile richiederli tramite un’apposita applicazione per smartphone, fatta mettere a punto dal Comune: si prenota il buono da utilizzare nel punto vendita di propria scelta, e da quel momento si ha a disposizione 24 ore per usufruirne. Una volta in negozio, lo sconto si può applicare su qualsiasi merce che costi almeno il doppio del valore del buono, ottenendo dunque un ribasso del prezzo fino al 50%. Dopo che il pagamento è stato effettuato, il commerciante annulla il tagliando e contestualmente emette lo scontrino fiscale per l’intero importo della vendita.

In un secondo momento, dopo il 30 luglio, gli esercenti rendiconteranno al Comune quanti buoni sono stati utilizzati nella loro attività, ricevendo tramite bonifico un rimborso degli sconti concessi. Le botteghe ammesse all’iniziativa potranno ricevere – e dunque applicare sconti – fino a un massimo di duemila euro ciascuna. I 200mila euro complessivi sono stati stanziati non senza le critiche dell’opposizione sulle modalità di erogazione dei buoni. La minoranza ha contestato soprattutto la mancanza di un tetto di reddito per usufruirne: “Il cittadino meno abbiente contribuirà, con le proprie tasse, a pagare anche le spese di chi non ne ha realmente bisogno”, l’obiezione di Alessio Boscolo di Unione Civica. Ma la giunta è fiduciosa nel successo del progetto: “Attratti dagli sconti riporteremo i clienti nei negozi – dice Lionello Corò, assessore al Commercio – l’abilità dei commercianti farà il resto”.

Carlo Romeo

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