Home Veneziano Chioggia Chioggia: piste ciclabili, serve un Piano urbano della mobilità

Chioggia: piste ciclabili, serve un Piano urbano della mobilità

Beniamino Boscolo Capon, consigliere di Forza Italia, insiste sulla necessità di strutturare in modo organico i percorsi per integrarli con i trasporti pubblici e analizza nel dettaglio la situazione locale

Piste ciclabili

Il 2020, l’anno della pandemia, sarà anche quello delle due ruote. La mobilità nelle città italiane, che già da anni fremeva per una svolta “green”, ha di fatto trovato l’occasione per accelerare il processo di generazione di adeguate strutture, alimentato in questi mesi anche dagli incentivi proposti dal Governo. Abbiamo provato a fare il punto della situazione a Chioggia e Sottomarina con Beniamino Boscolo Capon, consigliere comunale di Forza Italia “Le piste ciclabili, negli ultimi decenni, non sono mai state pensate ma costruite direttamente con la sistemazione delle arterie stradali e con le risorse a disposizione in quello specifico momento – racconta Boscolo Capon – ci sarebbe l’esigenza che il Comune di Chioggia di dotasse del Piano Urbano della Mobilità (Pum) che permetterebbe alla future piste ciclabili di essere collegate agli sviluppi urbanistici della Città, valutando quindi un collegamento in sicurezza con quelle già esistenti”.

Cerchiamo di capire nel concreto la situazione locale partendo dall’“arteria” più importante: il Lungomare.

“La pista ciclabile del Lungomare è divisa in tre parti e anche incongruenti – dichiara – Sulla parte nord del tratto, nulla da eccepire, mentre la parte centrale realizzata a due corsie “incrocia” le entrate carrabili alle spiagge e ricomprende alcune fermate dell’autobus (assurdo!). La parte finale, a sud, fa diventare la pista ciclabile a senso unico fino allo Stabilimento “Granso Stanco”, con il rischio che le bici proseguano contromano”.

Veniamo a una pista più recente, il collegamento tra Brondolo e Sottomarina.

“La pista ciclabile di Via Padre E.Venturini arriva fino all’ospedale, poi però non è collegata con l’anello ciclo-pedonale del Lusenzo. Il collegamento non sarebbe un problema, basterebbe tracciare 200 metri dietro l’ospedale, passando per il Centro-Minori, abbandonato e oggetto di degrado”. I percorsi ciclabili di campagna, mete ambite per turisti stranieri ma anche per gli abitanti delle frazioni? “Si arriva in sicurezza fino alla Romea (pericolosissima), per poi raggiungere il centro città. Qui il collegamento potrebbe essere semplice con una breve ciclabile a lato del ponte della Romea per Canal di Valle; con la realizzazione del nuovo ponte sul Brenta per Ca’ Lino, la sistemazione del sottopasso ferroviario di Brondolo e sistemando l’ Arzeron per Valli e Ca’ Bianca, ecc…”.

Le proposte di Boscolo per nuove realizzazioni sarebbero per Borgo San Giovanni, Viale Mediterraneo e prolungamento di via Colombo passando per la zona Arena fino in centro a Sottomarina.

“I percorsi ciclabili – afferma – sono meta per il turismo tedesco, del nord Europa, ma straniero in generale (target carente a Sottomarina e Isolaverde) . Ormai sappiamo benissimo che la spiaggia è solo per 3 mesi, non basta più e l’Amministrazione invece di fare squadra con l’area sud (Rosolina e il Delta del Po) per collegarci con il Ponte sul Brenta e il Ponte sull’Adige e costruire servizi, volge il suo sguardo miope verso Jesolo e Bibione che stanno facendo rete solo per il loro territorio escludendoci…”.

“C’è l’esigenza – insiste – di un Pum per integrare percorsi ciclabili e trasporti pubblici. Esistono finanziamenti regionali ed altre opportunità. Inoltre, questa Amministrazione non coinvolge abbastanza il Consorzio Turistico, il quale è beneficiario di finanziamenti per la promozione del territorio; tiene chiuso l’ufficio informazioni. L’Odg (l’organismo di gestione della destinazione turistica) è un totale fallimento e non ha prodotto nessun risultato e raggiunto alcun obiettivo. L’assenza di dialogo e di rapporti virtuosi è il vero nervo scoperto di questa Giunta”

. Luca Rapacciuolo

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