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Chioggia, qualche polemica per il mercato del Zioba

Sofferta ripresa dopo il lockdown, l’assessore Cavazzana lamenta scarsa collaborazione da parte di alcuni operatori e si apre “il caso politico”

Mercato Chioggia

Il Mercato di Chioggia è tornato… più forte di prima. L’appuntamento settimanale del giovedì mattina con i banchi che “animano” Corso del Popolo aveva subito un’inevitabile interruzione durante il lockdown, trasformata poi in parziale ridimensionamento nei giorni della Fase 2. Avevamo sentito il sindaco lo scorso mese, che ci aveva raccontato dettagliatamente le misure di sicurezza messe in campo dall’amministrazione per contrastare l’epidemia (perimetrazione delle aree, vigilanza, ingressi scaglionati e accesso al banco per una sola persona per nucleo familiare). Oggi la situazione di “normalità” è molto vicina.

La riapertura completa, parla Cavazzana

Tuttavia questo immancabile momento di folklore locale assume sempre più la forma di vero e proprio campo di battaglia “politica”. Ne sa qualcosa Genny Cavazzana, assessore alle Attività economiche e produttive, che dopo la travagliata decisione di riapertura “completa” dello scorso 4 giugno dichiarava: “Tutti i banchi avrebbero dovuto organizzarsi per una riduzione del proprio posteggio e una vendita solo frontale, con la gestione del distanziamento, con nastri o paletti, ed avvicinamento dei loro clienti. Queste poche regole, ma necessarie per ampliare gli spazi del nostro mercato in Corso del Popolo, non sono state rispettate da diversi operatori, che verranno sanzionati di conseguenza. Ho sempre detto di voler far lavorare tutti, ma a patto che non manchi la collaborazione e la responsabilità di ciascuno. Se la situazione epidemiologica oggi è in netto miglioramento, ciò è anche dovuto al rispetto delle misure indicateci da Governo e Regione, che il Comune intende far applicare”.

Dopo le dichiarazioni insorge l’opposizione, che con Dolfin (Lega Nord) minaccia di portare la questione (tutt’altro che chiusa) in Giunta Comunale. Il mercato settimanale influenza in maniera di certo non marginale l’economia cittadina e interessa direttamente la vita di centinaia di ambulanti. Chi lo ricorda solo come “uno dei più grandi mercati del Veneto” forse non ci è mai stato. Parliamo di qualcosa che sfugge alla logica dei “numeri”, di banchi, persone che lo frequentano o superficie occupata. Basti pensare che ogni evento o festività che in qualche modo “ostacoli” il regolare svolgimento del “Zioba”, richiede la ricerca di una vicina data utile per il “recupero” della giornata. Che si tratti di veri affari, folklore o solo “ciacole”; poco importa. Al di là dei legittimi motivi che portano a conciliare le ragioni della produttività economica con quelle della necessaria Salute Pubblica, la lezione è chiara: chiunque voglia avere a che fare con l’amministrazione della città di Chioggia, al Mercato ci deve pensare. Sempre.

Luca Rapacciuolo

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