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La vita riprende dopo il Lockdown

Il coronavirus (covid 19) è entrato nelle nostre vite all’improvviso, costringendoci ad operare dei cambiamenti e modificare radicalmente le nostre abitudini, il nostro lavoro e rivoluzionando la nostra quotidianità

Abbiamo tutti dovuto affrontare la sfida dell’isolamento e del distanziamento fisico che ci ha comportato un nuovo modo di affrontare la realtà. Abbiamo affrontato con tante difficoltà anche la patologia, non solo quella emergenziale del Covid 19 minacciosa e tragica, ma anche quella dei non Covid19 timida e silenziosa, quasi per la paura di dover andare in Ospedale. Tutte e due le patologie per il modo con cui venivano affrontate, hanno causato molti disagi e danni. Quella dei pazienti covid ha dato importanti problemi per lo stato di emergenza, la solitudine e il difficoltoso tentativo di trovare una terapia, anche empirica, contro un virus praticamente sconosciuto, il dolore per la scomparsa dei loro cari, morti nella sofferenza senza un parente accanto.

L’altra, quella dei pazienti non covid per la sofferenza di doverla affrontare anche in strutture ospedaliere diverse da quelle del territorio. Tale situazione è stata causa di grandi disagi prima di tutto per i malati ma, conseguentemente, è stata difficile anche per i familiari, costretti a seguire i loro congiunti. Adesso sembra che quel momento sia passato. Nel Veneto le terapie intensive sono Covid free, con pazienti positivi in area non critica ridotti al minimo. Siamo ad una decrescita del virus che tende allo zero. Insomma, si può pensare ad una lenta e graduale ripresa delle principali attività lavorative e sociali ed economiche senza mai dimenticare però le precauzioni sin qui adottate e le buone abitudini e tutta la serie di norme da mantenere ancora a lungo e che adesso ci devono accompagnare per convivere col virus che non è sparito del tutto anche se clinicamente sembra essere spento. La mascherina continua ad essere il dispositivo che ci dovrà accompagnare ancora per mesi, prevalentemente nei luoghi chiusi, anche se oramai fa caldo e inizia a dare fastidio. Il distanziamento fisico di almeno un metro, l’igienizzazione delle mani e l’attenzione agli assembramenti sono le raccomandazioni che dobbiamo seguire per prevenire un eventuale contagio, anche dopo la fine del lockdown.

La vita ricomincia dopo il Covid19 La vita ci fa pensare ad una creatura che viene al mondo e magari vuole nascere nell’ Ospedale che è stato chiuso a causa del Covid19 ma che adesso è pronto a riaprire. I Sindaci della Riviera del Brenta, le mamme, chiedono il ritorno a Dolo di tutti reparti ed anche del Settore Materno Infantile, quanto prima. Per questo servono investimenti e occorre pensare anche ad una nuova programmazione per i pazienti covid19 con progetti mirati a creare uno spazio dedicato alla sola terapia intensiva e all’utilizzo di strutture apposite nell’area ospedaliera di Dolo, da tenere pronte per qualunque accenno di malaugurata ripresa del virus che tanti danni e sofferenze ha già causato. In questo modo si vengono a liberare i reparti interessati dal Covid 19 e si favorisce la piena ripresa dell’attività dopo il lockdown.

Dott. Francesco Sacco – Assessore Comune di Mira
Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità,
Programmazione Sanitaria, Distretto Sanitario

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