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L’antica Certosa di Vigodarzere nel censimento nazionale dei “luoghi del cuore” del Fai

C’è anche la Certosa di Vigodarzere tra i luoghi che si potranno votare nel corso del censimento promosso dal FAI.

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Certosa di Vigodarzere racchiude cinque secoli di storia

Si  può votare fino al 15 dicembre prossimo su www.iluoghidelcuore.it. I lavori della Certosa iniziarono nel 1534, guidati dall’architetto Andrea Moroni, direttore dei lavori della Basilica Benedettina di Santa Giustina. Dopo la sua morte, proseguirono per circa 30 anni sotto la guida di Andrea Da Valle. I certosini s’insediarono nel 1560, in numero sempre ridotto rispetto alle potenzialità della struttura. La Certosa non ebbe mai un ruolo di primo piano nello scenario religioso veneziano. Nel 1768, a causa di un decreto della Repubblica, come tutti i monasteri con meno di dodici monaci, fu soppressa e i beni incamerati dalla Serenissima.

Il declino dalla metà del’700

Inizia così il lento declino fino alla cessione a privati. Parti dell’edificio principale furono adattati a residenza di campagna dei marchesi Zugno, proprietari dal 1780. Altre strutture furono trasformate in fattoria e magazzini agricoli, gestiti da mezzadri. Un’intera ala fu demolita e non sono mancati atti di vandalismo e profanazioni. I danni maggiori durante le guerre: nella Prima guerra mondiale, venne occupata come caserma di retrovia; nella Seconda, fu usata prima come polveriera e, poi, come luogo di raccolta e sistemazione per gli sfollati a seguito dei bombardamenti di Padova. La Certosa è stata visitata da persone illustri come Lord Byron. La raccolta di voti anticipa la possibile partecipazione ad un bando che prevede co-finanziamenti mirati per progetti di recupero e valorizzazione di luoghi che abbiano raggiunto non meno di 2.000 voti. Per la Certosa si può votare qui.

Nicoletta Masetto

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