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Padova: no alle barriere in plexiglass, tutorial per genitori e insegnanti e velocità di reazione

Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia di Padova, forse il primo degli esperti che ha colto come “misurare” i movimenti del virus, si sofferma su quella che sarà la ripresa delle scuole, anche se, avvisa, “con l’autunno ci aspettiamo altri focolai”

Andrea Crisanti

“Già ad inizio aprile avevo detto che l’epidemia sarà contraddistinta da tanti focolai e che bisogna avere l’immediata capacità di isolarli e controllarli senza perdere tempo prezioso. In questo momento appare molto probabile che a ottobre e novembre questi saranno frequenti e di dimensioni importanti. La nostra capacità di reazione ci deve consentire di impedire ai focolai di diventare una seconda ondata. Sono mesi che dico che dobbiamo farci trovare preparati e, anche se abbiamo perso tempo, credo che possiamo essere ancora in tempo per organizzarci: dipende tutto dalla nostra capacità, dall’organizzazione, dall’individuazione con campagne di indagine attraverso i tamponi e di isolamento dei singoli soggetti.”

Con la giusta capacità organizzativa, dunque, sarebbe possibile evitare una seconda ondata, nuovi lockdown e consentire l’inizio delle scuole, previsto per il prossimo 14 settembre. “Io non credo all’utilità delle barriere di plexiglass in classe, sì al ricambio d’aria”.

«La sicurezza nelle aule dipende anche dal numero dei ricambi d’aria, farne cinque all’ora riduce la carica microbica del 90%. Invece sconsiglio le barriere perché ostacolano la circolazione dell’aria. La compartimentazione fisica degli spazi è inutile e controproducente”

“Con gli adolescenti si possono implementare misure come mascherine e distanziamento che nelle scuole materne e negli asili nido non si possono adottare. Come si fa a mettere un bimbo in un cerchio? Bisogna essere realistici”.

“Con l’inizio delle scuole siamo disponibili a fare degli studi per capire come è avvenuta la diffusione del virus nella comunità scolastica in passato. Sarebbe interessante fare dei campionamenti sierologici a varie fasce d’età per corroborare le nostre affermazioni. Una classe con bimbi di 7-8 anni è più sicura di una situazione con adulti che bevono spritz o fanno una festa a casa. Per proteggere gli insegnanti le mascherine sono sufficienti”.

“Bisogna sorvegliare il personale, vietare l’ingresso dei bambini con la febbre per evitare situazioni di panico e incoraggiare le vaccinazioni antinfluenzali. Io farei un tutorial per insegnanti e genitori, così saranno tutti consapevoli delle misure adottate. Inoltre i presidi devono sapere i luoghi di residenza del personale, e in caso di focolaio la persona che vive in quella zona non deve andare a scuola anche se sta bene”