Home Trevigiano Quinto di Treviso: azienda chiusa, ma non smette di pagare gli stipendi

Quinto di Treviso: azienda chiusa, ma non smette di pagare gli stipendi

I dipendenti ringraziano con una colletta

Futura serramenti

“Con la recente emergenza sanitaria siamo stati costretti a ridurre la produzione, ma non potevo lasciare i miei dipendenti senza stipendio. Ho pensato ai mutui, alla casa, ai figli da mantenere e così ho chiesto un prestito alle banche”.

Futura Serramenti di Quinto di Treviso, la storia

È la storia di Sergio Zanin, titolare della Futura Serramenti di Quinto di Treviso, che anche in tempo di lockdown è riuscito a garantire la sicurezza finanziaria ai suoi dipendenti. Consapevoli delle difficoltà e del nobile gesto del loro datore di lavoro, i 50 dipendenti dell’azienda quintina produttrice di infissi in pvc hanno quindi deciso di ringraziarlo con un altrettanto generoso regalo: uno stipendio simbolico di 3mila euro, raccolto con una colletta spontanea, che il direttore Alessandro Gasparetto, ora che l’azienda ha potuto finalmente riaprire, ha provveduto a consegnare, a nome di tutti i dipendenti, a Zanin.

“I miei dipendenti mi hanno ripagato con il più bel gesto che potessero fare” ha commentato il titolare, annunciando poi: “Destinerò questo contributo volontario a un fondo in sostegno ai problemi delle loro famiglie”. Del resto, Zanin sa bene cosa significa trovarsi in difficoltà: capo reparto proprio della Futura Serramenti fino al 2002, l’ha rilevata ipotecando la sua casa dopo che il precedente titolare l’aveva condotta al fallimento e ha raggiunto grandi risultati proprio grazie al lavoro e all’impegno dei suoi dipendenti. “Siamo una vera squadra, una grande famiglia. Tutti uniti ora riprenderemo l’attività e cresceremo ancora insieme”. Per congratularsi del gesto si è recata in visita all’azienda anche il sindaco Stefania Sartori, assieme al consigliere regionale Silvia Rizzotto, al vicesindaco Mauro Dal Zilio e all’assessore alle Attività Produttive Giulio Sartor (nella foto, un momento della visita”. Gaia Zuccolotto

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