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Rovigo, Andrea Menotti e il sogno di essere procuratore

In dieci giorni, la vita di Andrea Menotti, 23enne che abita nel quartiere rodigino della Tassina, è stata stravolta

Andrea Menotti con il suo idolo Javier Zanetti

Piacevolmente. Andrea, infatti, può rincorrere con maggior realtà il suo sogno, quello di diventare un procuratore sportivo. E magari, di quelli importanti. Per farlo, ci vuole, preferibilmente, una laurea, e possibilmente, gravitare in città metropolitane. Il calcio, per Andrea, rappresenta una bella fetta di quotidianità. Prima del lockdown era un apprezzabile centrocampista, col 10 sulle spalle, prima col Duomo in seconda categoria e quest’anno con il Roverdicrè, in terza. Ma non solo, visto che quest’anno ha allenato gli esordienti, alla sua prima “vera” esperienza da “mister”, dell’Union River. Senza dimenticare il suo più grande amore, l’Inter e in particolare il suo capitano Javier Zanetti (tatuato sul braccio): a San Siro, infatti, Andrea è spesso andato a vedere la Beneamata.

Rovigo, la storia di Andrea Menotti

Oltre al calcio, lo studio, al corso di laurea triennale in consulente del lavoro al dipartimento di Giurisprudenza all’Università di Padova, il cui percorso di studi, rischiava, sempre causa Coronavirus, lo slittamento di un anno. Nel giro di dieci giorni, però, tutto cambia.

Arriva un’offerta di un lavoro a Milano e la possibilità di discutere la tesi il 28 maggio. I contatti con la capitale economica d’Italia Andrea li ha perché ha stretto amicizia con Edoardo Vergani, talento puro delle giovanili dell’Inter, attaccante classe 2001 della Primavera nerazzurra che mister Antonio Conte ha già convocato in campionato aggregandolo alla prima squadra anche per una trasferta europea. Amicizia nata, grazie a un altro rodigino, coetaneo di Vergani e compagno nelle giovanili dell’Inter: Alberto Brigati, all’Inter fino a due anni fa (lo scorso anno era in forza alla Primavera del Padova). Giovedì 28 maggio, Menotti, taglia il secondo traguardo, discutendo la tesi di laurea dal titolo “La tassazione dei calciatori professionisti”. “Una bella emozione – dice Andrea -. Sono felice come un bambino al suo primo gol importante: certo, le paure c’erano, poi quando con il relatore ho cominciato a discutere la tesi tutti i timori sono svaniti”.

Tesi discussa sull’asse telematica Milano-Padova, davanti al pc nel nuovo appartamento di Milano. E ora? “Ora mi concentro sulla nuova attività lavorativa e sulla “mia” nuova città, Milano. Poi ci sarà sicuramente tempo per l’ultimo step di studio, quello per il corso di procuratore sportivo”. Una figura diventata sempre di maggiore importanza; in alcuni casi gli agenti sono autentici protagonisti e muovono veri e propri imperi finanziari, basti pensare a nomi come Jorge Mendez e Mino Raiola. Determinazione e carattere ad Andrea non mancano, l’ha dimostrato in questo repentino cambio di vita, uno tzunami positivo arrivato in piena tempesta Covid.

Cristiano Aggio

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