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Rovigo, grande successo per l’apertura di “Tra ville e giardini” con Alex Britti

“Grazie, grazie, grazie. Mai come quest’anno è importante ritrovarsi insieme in un concerto”

Alex Britti

Sintesi perfetta che Alex Britti ha fatto del coraggio e della passione del pubblico presente, e di tutta la macchina organizzativa della rassegna di spettacolo dal vivo “Tra ville e giardini”, che ha aperto ieri sera (30 luglio) la nuova stagione 2020, proprio col cantautore romano. L’area Censer di Rovigo, ordinatamente ricolma di circa 700 persone, debitamente distanziate, ha accolto Britti con tutto l’affetto ed il calore, che si riserva ad un amico speciale, con applausi prolungati, risposte alle battute e partecipazione attenta.

“Tra ville e giardini”, terza tappa dell’Alex Britti tour 2020

Il live, terza tappa dell’Alex Britti tour 2020, è partito con solida energia nell’intro S-funk, con tutta la band e il reparto tecnico a scaldare i muscoli: Davide Savarese alla batteria, Matteo Pezzolet al basso, Benjamin Ventura alle tastiere, Cassandra De Rosa e Oumy N’Diaye ai cori. Poi la conquista del pubblico col cult “Mi piaci” e l’esplosione dell’ultimo brano, la giocosa “Una parola differente”, con base chitarra e qualche suono tropicaleggiante, per un pezzo nato durante il lockdown per esorcizzarne le paure. Poi tutto un mix, quasi senza soluzione di continuità, di tutto il ventennale repertorio del formidabile chitarrista romano, che ha sfoderato il suo virtuosismo da lasciare a bocca spalancata. Non c’è che dire. Dal vivo Alex Britti è una potenza, la sua chitarra gioca e canta, grida e si impone su tutto. Tecnica invidiabile, ma tantissima passione. I brani blues diventano elettrici e gli assoli riffati prendono alla gola.

Tutti gli arrangiamenti orpello vanno via e rimane il suono puro. Come dice Alex: “Le canzoni nascono così come le sentite adesso; nascono nude, essenziali, poi per farle passare in radio devi mettergli un vestito a seconda delle esigenze, giacca e cravatta oppure jeans. Poi dal vivo tornano all’originale”. Da un chitarrista della scuola di Carlos Santana, Stevie Ray Vaughan e Freddie King non puoi chiedere di più. Ma, a dire il vero, dal palco Alex Britti non è solo quel chitarrista eccelso, ma anche un ottimo cantautore. La voce calda ed asciutta ti coinvolge, lungo quei testi che parlano di amori quotidiani, di amicizia, di cose semplici che fanno bene al cuore, come nella meravigliosa “Lo zingaro felice”.

La concessione al jazz, coll’omonimo brano, è un siparietto col pubblico: “Il jazz è come una droga. E’ quell’”intruppamento” (si dice da voi?) che ci prende una volta nella vita tutti noi musicisti… ma poi passa. Con una cura antibiotica. Il bello è che poi ci entri e ci esci, ogni tanto.” Sul finale l’esplosione con tutti i suoi pezzi storici e vere perle di potenti riff di chitarra. “Milano”, “Una su un milione”, “Oggi sono io”, “La vasca”, “Baciami e portami a ballare”. Un live che è corso via per un’ora e mezza senza pensieri, un’ipnosi collettiva davanti a tanta perfezione di suono e di mix con la voce.

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