Home Rodigino Rovigo: il grande ritorno del teatro dal vivo con “Opera prima”

Rovigo: il grande ritorno del teatro dal vivo con “Opera prima”

Ritorna il Festival Opera Prima, previsto dal 10 al 13 settembre. Come afferma la presidente, Marina Carluccio, “ancor più in un periodo come questo abbiamo bisogno di momenti di incontro e di condivisione che solo il teatro dal vivo, nella sua esperienza umana e politica, è in grado di offrire”

Teatro opera prima

La programmazione di quest’anno sarà perlopiù rivolta al sostegno delle compagnie nazionali, offrendo ai giovani artisti la possibilità di mostrare il proprio lavoro e portarlo all’attenzione critica, dopo i mesi di lockdown che hanno interessato l’intero comparto teatrale. Secondo Massimo Munaro, coordinatore artistico del Festival, “il periodo di chiusura dei teatri è stato gravoso per tutti, ma sicuramente chi ne ha sofferto di più sono state le giovani realtà indipendenti, escluse dai finanziamenti e senza garanzie rispetto alla cancellazione di alcune date. Visto anche la difficoltà – causa emergenza sanitaria – di ospitare quest’anno compagnie estere, abbiamo quindi ritenuto importante avere un occhio di riguardo verso le giovani compagnie nella selezione dei gruppi partecipanti al bando. Abbiamo inoltre voluto selezionare un gruppo in più rispetto agli anni scorsi: i progetti selezionati quest’anno sono cinque sulle 495 proposte ricevute”.

Come ogni anno le proposte sono arrivate da tutto il mondo: vi sono artisti provenienti da Francia, Germania, Brasile, da Cuba, Svezia, Spagna, Israele, Repubblica Ceca, Russia, Palestina, Danimarca, Perù, Iran, Regno Unito ecc… Marina Carluccio racconta: “Un numero così elevato di proposte, al di là della difficoltà di selezionare un gruppo molto ristretto di progetti, rappresenta un dato su cui riflettere: è infatti testimonianza di un settore che, nonostante la chiusura dei teatri e i mesi di incertezza, è rimasto in fermento e non si è arreso. In questo momento di difficoltà, viviamo come un’occasione importante la progettazione della prossima edizione del Festival, sperando che possa essere un’occasione di festa per tutta la città”.

Gli spettacoli selezionati sono: L’eco della falena del collettivo toscano Cantiere Artaud,giovane realtà fondato nel 2016 che propone nuove sperimentazioni e promuove un teatro fortemente visivo e poetico; Sarajevo, Mon Amour del gruppo veneziano Farmacia Zoo:é, il cui progetto di ricerca, che qui debutterà, è stato sostenuto in residenza dal Teatro del Lemming nel biennio 2019-20; Stay Hungry di Angelo Campolo, un monologo su un’esperienza diretta con i migranti in cui il teatro diventa uno strumento per leggere il presente ed affrontare la vita; U* del collettivo CRiB, realtà formatasi nel 2017 che sperimenta attorno alla commistione tra diversi linguaggi artistici e che in questo lavoro indaga il tema del gender; e infine il Festival ospiterà la prima nazionale di “We are present” del coreografo e danzatore italo/danese Fabio Liberti, già ospitato in residenza presso il Teatro Studio nel 2019 dal Teatro del Lemming.

“Abbiamo voluto testimoniare anche quest’anno l’apertura del Festival agli scenari europei, selezionando tra gli altri il lavoro di Fabio Liberti, coreografo italiano che vive in Danimarca da quasi dieci anni” conclude Munaro. M.R.

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