Home Veneziano Miranese Nord Scorzè: “La chiusura del reparto di lungodegenza a Noale va fermata”

Scorzè: “La chiusura del reparto di lungodegenza a Noale va fermata”

In un momento in cui l’attenzione sulla sanità è naturalmente altissima, anche la politica si concentra su questo campo, dibattendo sulle strategie da mettere in atto per gestire al meglio la pandemia e le sue conseguenze a lungo termine

Ospedale Noale

Da tempo al centro della discussione è finito anche l’ospedale di Noale, struttura fondamentale per Scorzè e per il Miranese, che funge da “sponda” a quelle di Dolo e Mirano nell’accogliere i pazienti del territorio. Qui il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) 2019-2023, che programma le attività delle Ulss, ha decretato la chiusura del reparto di Lungodegenza, scelta confermata anche dalla direzione dell’Ulss 3. La decisione è stata contestata con forza dal Partito Democratico, sia a livello regionale, che nei Comuni direttamente interessati.

Le parole del gruppo consiliare Pd guidato da Dario Zugno

Tra questi Scorzè, dove il gruppo consiliare Pd guidato da Dario Zugno ha presentato un ordine del giorno per “chiedere il congelamento e la revisione del Piano Socio Sanitario Regionale”. Se approvato, in consiglio comunale, impegnerebbe l’amministrazione a farsi portavoce di tali istanze in Conferenza dei Sindaci, in Città Metropolitana e in Regione. “

La disponibilità dei posti letto di Lungodegenza nel presidio sanitario di Noale – sostiene Zugno – si è rivelata importante, nei mesi scorsi, per supportare le necessità di ricovero di pazienti post-acuti provenienti dalle strutture ospedaliere di Dolo e Mirano, le quali nel frattempo erano impegnate a liberare spazi per assistere i pazienti colpiti dal Covid-19. A maggior ragione, visto che si prevede un ritorno del virus a ottobre, è opportuno che sia congelato il Piano Socio Sanitario Regionale”.

L’Ulss 3 fa presente che “l’ospedale di Noale è una struttura a vocazione territoriale, che quindi ospita impropriamente al proprio interno una Lungodegenza, la quale peraltro è una tipologia di struttura non più prevista dalla programmazione sanitaria complessiva. Il piano approvato ne prevede la chiusura e l’Ulss si impegna nell’attuazione delle linee indicate dagli enti, a cui compete la programmazione sanitaria. Nell’emergenza prima e nella ripartenza ora, si assumono scelte chiare, soppesate e valutate”.

Inoltre, i circa 70 posti letto non spariranno ma saranno trasformati in Ospedale di Comunità e Unità Riabilitativa Territoriale. Ma questi servizi “hanno finalità diverse – secondo la consigliera Pd Mery Moretto – sono riservati a pazienti stabilizzati, non garantiscono le medesime prestazioni della Lungodegenza (ad esempio il presidio medico 24 ore su 24), ed è comunque da verificare l’impatto economico sulle famiglie”. “Chiediamo quindi che si eviti la chiusura dei servizi di lungodegenza nel presidio sanitario di Noale, a tutt’oggi essenziale per il nostro territorio – conclude la consigliera Gianna Manente – ricordando che tale struttura ospedaliera è stata costruita anche con donazioni da parte di cittadini di Scorzè”.

Carlo Romeo

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