Home Salute Una ricerca per studiare la risposta del sistema immunitario al Covid-19

Una ricerca per studiare la risposta del sistema immunitario al Covid-19

Perché alcuni individui sono più predisposti a combattere efficacemente il virus e altri lo sono meno?

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E’ questa la domanda che ha ispirato il progetto di ricerca sul Covid – 19, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del Farmaco e quello di Neuroscienze- Sezione di Anatomia Umana Normale dell’Università di Padova, Tes-Fondazione per la Biologia e la Medicina della Rigenerazione, l’Unità Operativa Complessa di Medicina trasfusionale dell’Ospedale di Treviso e Avis provinciale Treviso. Si vuole capire da cosa dipende la diversa risposta del sistema immunitario al Covid- 19. Negli scorsi mesi infatti è stato osservato come la reazione di ciascun paziente sia fortemente diversificata a causa di molti fattori, tra i quali l’età, il sesso e le patologie pregresse.

Tuttavia un fattore determinante, per molti studiosi, è la cosiddetta “memoria immunologica”, ossia la capacità di difesa naturale di ciascun individuo. Conoscere questo meccanismo permetterebbe dunque di migliorare le capacità prognostiche sul decorso di ogni malato e curare tempestivamente i soggetti più a rischio, ovvero affrontare con maggior preparazione i prossimi mesi in caso di una eventuale recrudescenza dell’infezione, in autunno. Il progetto è finalizzato allo studio di alcune popolazioni di monociti e linfociti NK che, garantendo una protezione aspecifica nei confronti dell’infezione Covid-19, possono essere utili indicatori per identificare una condizione soggettiva di maggiore o minore suscettibilità al virus Sars-CoV-2. Per permettere la ricerca, la Fondazione Tes ha acquistato un innovativo strumento, il “BD Raphsody™ System”.

“L’innovatività del progetto – spiega la professoressa Rosa Di Liddo, del Dipartimento di Scienze del Farmaco, che porta avanti il progetto insieme ai professori Andrea Porzionato e Raffaele De Caro del Dipartimento di Neuroscienze- Sezione di Anatomia Umana Normale dell’Università di Padova – risiede nell’analisi multiomica in singola cellula che lo strumento BD Raphsody™ System potrà garantire per la caratterizzazione dei meccanismi di difesa aspecifica nei confronti di Covid-19. I dati ottenuti da questo studio multiparametrico saranno condivisi con la comunità scientifica per la definizione di nuove strategie di controllo dell’epidemia di Covid-19”. “Lo studio – aggiunge la dottoressa Arianna Veronesi, Direttore Uoc di Medicina Trasfusionale Treviso – Aulss 2 Marca Trevigiana – ha come finalità l’identificazione di indicatori prognostici di evoluzione di malattia relati al virus Sars-CoV-2. In relazione ai nuovi biomarcatori ci si augura che si possa comprendere in maniera più approfondita e dettagliata sia l’eziopatogenesi che la progressione di malattia. L’utilizzo di Rhapsody™ System ci permetterà di analizzare campioni biologici “ad hoc” di una popolazione cellulare responsabile dell’immunità naturale innata, esposta al virus e successivamente guarita”.

“Dal 2006 Tes, – sottolinea il professor Pierpaolo Parnigotto, Direttore Scientifico di Fondazione Tes, – collabora con Università di Padova, Avis e le strutture sanitarie regionali ed extra-regionali, per progetti di ricerca che continuano a raccogliere importanti riscontri dalla comunità scientifica internazionale. Questo nuovo progetto sul Covid-19 potrà aprire nuove prospettive per affrontare l’attuale pandemia mondiale”. L’ Avis Provinciale Treviso si è impegnata a finanziare i materiali di consumo. “Siamo felici e orgogliosi di essere parte di questo progetto scientifico finalizzato a trovare soluzioni efficaci per contrastare una situazione senza precedenti che ha richiesto grandi sforzi al nostro sistema sanitario e ci ha messo a dura prova sotto il profilo emotivo” sono le parole di commento del presidente provinciale di Avis Treviso, Vanda Pradal. “In un periodo in cui ognuno di noi è chiamato a dare il massimo per aiutare chi ha più bisogno, – ha aggiunto il presidente di Avis nazionale, il dottor Giampietro Briola – questo progetto assume un valore ancora più importante e, come presidente Nazionale di Avis, sono onorato di sostenerlo”. L’Ulss 2 finanzierà una borsa di studio per portare avanti lo studio presso la Medicina Trasfusionale dell’Ospedale di Treviso