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Veneto, Alessandro Bisato: “Dopo la pandemia è necessario ripensare il nostro modo di vivere”

“Sistema sanitario, trasporti, ambiente: troppe scelte sono state rimandate a lungo. E’ tempo di prenderci maggiormente cura di noi”

Alessandro Bisato

“Il Veneto ha attraversato una tempesta senza precedenti. Questi mesi hanno messo in discussione buona parte delle nostre certezze, delle nostre abitudini, del nostro modo di vivere privandoci, a partire da chi come me è chiamato ad amministrare la “cosa pubblica”, di un elemento essenziale: la socialità, il confronto”, sono le riflessioni di Alessandro Bisato, segretario del Partito Democratico veneto.

“Oggi ci ritroviamo in un mondo nuovo, cambiato. Pensare che tutto torni come prima, – prosegue – che non sia successo nulla è miope e soprattutto ci impedisce di compiere quei necessari passi in avanti dei quali, questi mesi di pandemia, ci hanno dimostrato tutto il bisogno”.

“In primo luogo – osserva – tutto il nostro sistema sanitario, in particolar modo quello legato alla medicina territoriale, ha dimostrato che l’eccellenza e la grande disponibilità di medici, infermieri e personale sanitario non possono diventare l’alibi della Regione per non produrre una reale programmazione fatta di risorse e investimenti capace di sostenere al meglio il modello pubblico senza indebolirlo a vantaggio del privato, come troppo spesso accade. Lo dobbiamo in primo luogo a quelle donne e quegli uomini che in questi mesi si sono sacrificati in corsia e poi a ciascuno di noi per garantire a tutte e a tutti il giusto diritto alla serenità”.

Il sistema dei trasporti rappresenta un altro tema da prendere in considerazione. “Autobus, treni e scuolabus, in tempi di paura da virus, – afferma Bisato – saranno guardati con profonda diffidenza e il problema che sconteranno sarà quello dell’affollamento. Siamo chiamati, dunque, ad un ripensamento complessivo, anche qui nella provincia di Padova, dei nostri tempi. Il concetto di “ora di punta” dovrà essere forzatamente superato: non sarà possibile, infatti, pensare che uffici, scuole, fabbriche, negozi aprano più o meno tutti allo stesso momento altrimenti la paura dell’assembramento bloccherà i nostri processi produttivi e comprometterà ulteriormente l’ambiente perché spingerà ciascuno di noi ad utilizzare sempre e soltanto i mezzi privati”.

“E sempre in materia di ambiente è la pianificazione urbanistica dei nostri paesi, anche di quelli della cintura padovana, che ha segnato il passo. Ce ne siamo accorti, in molti casi, quando abbiamo provato a fare delle passeggiate, in periodo di quarantena, e non siamo riusciti a trovare, vicino alle nostre case, aree non completamente urbanizzate. Il consumo di suolo e la densità abitativa ormai hanno reso il nostro territorio, salvo poche eccezioni, un grande e unico centro con tutti i limiti che questo comporta e con una tipologia di edilizia iper concentrata nella quale pensare di svolgere, in modo sereno, le attività scolastiche dei nostri figli e il nostro smart working, è risultato particolarmente arduo se non impossibile per molti di noi. Il nostro rapporto con l’ambiente, dunque, va rielaborato in modo profondo e al tempo stesso anche la “forma” delle nostre case”. “Questo virus – conclude il segretario regionale del Pd – ci ha dimostrato che dobbiamo prenderci maggiormente cura di noi e di ciò che ci circonda. Sono troppe le scelte che sono state per troppo tempo rimandate. Adesso per i Comuni della provincia di Padova e per il Veneto è tempo di fare tesoro di quello che abbiamo vissuto”.