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Veneto, clima rovente per la campagna elettorale

Zaia guarda al terzo mandato, Lorenzoni punta a rafforzare il centrosinistra, Italia Viva candida Sbrollini. Il Movimento 5 Stelle con Cappelletti non fa alleanze, Guadagnini cerca consensi con l’autonomia

Elezioni

Campagna elettorale in versione estiva, la temperatura inizia già a salire fra gli schieramenti in Veneto. A meno di due mesi dall’appuntamento elettorale con le regionali e le amministrative, fissato non senza polemiche al 20 e 21 settembre, i candidati iniziano ad uscire allo scoperto e dopo mesi monopolizzati dall’emergenza covid-19 il dibattito politico si accende e si allarga anche ad altri temi, sebbene la sanità e le misure di sicurezza anti contagio restino il terreno principale di confronto.

Mentre il centrodestra fa quadrato e stabilisce i rapporti di forza intorno al governatore uscente Luca Zaia, favorito al punto tale di non aver nemmeno bisogno di formalizzare la candidatura per il terzo mandato, il centrosinistra cerca di ampliare la platea di consensi per il vice sindaco di Padova Arturo Lorenzoni, sostenuto da uno schieramento che va dal Pd ai movimenti civici, ma dovrà fare i conti con la discesa in campo della senatrice vicentina Daniela Sbrollini, candidata di Italia Viva. Da tempo ormai il Movimento 5 Stelle ha scaldato i motori per la corsa di Enrico Cappelletti e la definizione della squadra che lo affiancherà con l’obiettivo di far crescere sensibilmente i consensi in Veneto e assumere un ruolo da protagonista. Alla testa del Partito dei Veneti Antonio Guadagnini guida il fronte indipendentista che potrebbe riservare delle sorprese.

Cresce intanto la fibrillazione tra le forze politiche per la definizione delle candidature in consiglio regionale, tra conferme, esclusioni e new entry. I nomi stanno uscendo alla spicciolata e la composizione delle liste spiegherà molto sui rapporti di forza che si andranno a definire nel parlamentino veneto per i prossimi 5 anni. Quindi la parola passerà agli elettori, al termine di una campagna elettorale “balneare” ma non per questo meno combattuta. Perché è proprio fra i consiglieri che potrebbero nascondersi dei colpi di scena. Luca Zaia, in corsa per il terzo mandato, continua a concentrarsi sulla gestione dell’emergenza coronavirus ma sta lavorando con i suoi alla definizione delle liste che lo sostengono: Lega, lista del presidente e lo schieramento definito “dei sindaci”. Scontato l’appoggio del resto del centrodestra, a partire da Forza Italia a Fratelli d’Italia, con i quali è in corso un serrato confronto per gettare le basi dell’alleanza che dovrà reggere per il prossimo quinquennio. Oltre all’impatto covid e alla gestione delle misure a favore di imprese e cittadini, insieme alla definizione delle politiche sanitarie regionali, la campagna elettorale del centrodestra coinvolge anche il tema dell’autonomia e della necessità di completare il percorso culminato con il successo del referendum.

Nel centrosinistra, intanto, agli inizi di luglio Italia Viva ha presentato il proprio candidato alla presidenza, la vicentina Daniela Sbrollini, che per il suo debutto ha scelto Padova, guarda caso la città di Lorenzoni. “Vogliamo essere l’alternativa sia alla Lega e centrodestra che governa da 25 anni che ad una opposizione che è la solita dallo stesso periodo. Puntiamo ad aggregare chi in questi anni non si è riconosciuto in questi due schieramenti. Sono grata a Renzi perché mi ha dato questa opportunità, il Veneto è bellissimo e ha molti talenti da esprimere”.

Il debutto di Italia Viva ha subito provocato la reazione dei sostenitori di Lorenzoni e del Partito Democratico che respingono le critiche e bollano la scelta come “pura tattica, calata dall’alto, da Roma”. Il Movimento 5 Stelle sta presentando i propri candidati in tutte le province con l’obiettivo di diventare la prima forza politica in Veneto: “Nessuna alleanza con il centrosinistra, la nostra base – spiega Cappelletti – ha deciso all’unanimità che avremmo dovuto correre da soli, recuperando le nostre origini e la nostra autonomia”. Guadagnini invece va all’attacco con una campagna choc in cui si propone come la “cura al Roma virus”.“Dobbiamo dare un taglio alla dipendenza da Roma con il pieno Autogoverno del Venetoe lo possiamo fare solo noi. A quasi 3 anni dal referendum autonomista, tutti i partiti nazionali hanno infatti evidentemente tradito il mandato popolare dei veneti. Ora tocca a noi”.