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Cinque stewart e una hostess per garantire la sicurezza della spiaggia libera a Chioggia

Oltre a tre squadre di ragazzi, anche i sei addetti della cooperativa Segear per integrare il servizio e far osservare le misure di contrasto al Covid 19

Stewart e hostess

Sarà attivo fino al primo week end del prossimo settembre il nuovo servizio informativo di hostess e steward che opererà nelle zone della spiaggia libera di Sottomarina e Isola Verde. Il compito assegnato ai cinque ragazzi (steward) e una hostess sarà quello di informare l’utenza in merito alle adeguate misure da attuare per il contrasto e contenimento della diffusione del Coronavirus Covid-19. Senza dubbio un’idea innovativa per l’arenile clodiense, che però non è l’unico ad avere adottato soluzioni di collaborazione “flessibile” di questo tipo. La stessa iniziativa è stata ideata e attuata da numerose altre spiagge italiane; Forte dei Marmi, Latina e Bordighera solo per citarne alcune.

Parola d’ordine: sicurezza

“Considerato che gli arenili sono molto frequentati – spiega il vicesindaco di Chioggia Marco Veronese – si è reso necessario, oltre alla presenza di cartelli, creare un giusto presidio, con personale formato addetto alla sorveglianza delle aree libere; che avvisi i frequentatori delle spiagge libere di rispettare i decreti e le ordinanze per rispettare l’emergenza sanitaria”. L’iniziativa sembra avere raccolto il consenso dell’utenza; che verrà sensibilizzata in merito ai rischi per l’incolumità propria e di chi sta vicino in caso del mancato rispetto del distanziamento sociale. Chiaramente molta dell’efficacia di questo nuovo strumento di contrasto al contagio è demandata al senso civico dei singoli bagnanti. Va precisato infatti che stewart e hostess non sono dotati di potere di iniziativa/sanzionatorio; il loro è una sorta di ruolo immaginabile come quello degli “occhi e orecchie” della Polizia Municipale. Apparentemente il compito è arduo (se non addirittura rischioso), in quanto espone gli addetti al servizio anche a possibili ritorsioni da parte dei bagnanti stessi. In inglese, steward vuol dire letteralmente “guardiano di casa”.

Il suo è pensato come un compito discreto, fondamentalmente si prende cura dello spazio che viene assegnato. In tempi di pandemia, ecco che questa potrebbe essere una necessaria forma di “controllo sociale” sicuramente discreta e che non lede la privacy del cittadino. Per inciso, la App Immuni si è rivelata parzialemente efficace a causa del ridotto numero di adesioni; per non parlare delle polemiche suscitate dalla gestione dei controlli delle forze dell’ordine in pieno lockdown. La figura dello stewart è ben nota al mondo nel calcio, che in periodo pre-covid impegnava tra i 15 e i 18 mila steward ogni settimana in Italia. Il classico esempio di “successo” di forme di vigilanza di questo tipo è legato al mondo del pallone d’Oltremanica; con l’Inghilterra che è riuscita in pochi anni a debellare la piaga sociale del fenomeno “Hooligans” proprio grazie all’introduzione degli steward. Altri tempi forse; sicuramente quello era un “altro mondo”. La sperimentazione è partita; obiettivo dichiarato: spiagge più sicure. Luca Rapacciuolo

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