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Distretto Sanitario e Cure Primarie

I principi costituenti il Sistema Sanitario Nazionale, istituito con legge 833/78, si basavano sull’universalità del diritto alla cura e sull’eguaglianza delle prestazioni e, a fondamento di tale istituzione, vi era la figura del Medico di Medicina Generale chiamato, allora, “Medico di Base” Con questa legge venivano definiti anche per la prima volta i Distretti Sanitari, prevedendo all’art. 10 (organizzazione territoriale) che i Comuni singoli o associati fossero articolati nelle Unità Sanitarie Locali in Distretti Sanitari di base, strutture tecnico-funzionali per l’erogazione dei servizi ambulatoriali di primo livello e demandando alle Regioni la definizione dei criteri per la lorocostituzione. Le caratteristiche specifiche del Distretto sono identificate nei livelli di coinvolgimento delle molteplici figure professionali, ad es.

Infermieri, Assistenti sociali, Specialisti ambulatoriali, Fisioterapisti, MMG, Pediatri di famiglia, Psicologi, Ginecologi, Geriatri, Psichiatri, per poi continuare con l’ufficio vaccinazioni, prelievi, ufficio ausili ecc. Il Distretto deve portare i servizi il più possibile vicino ai luoghi di vita delle persone cercando di dare risposte ai bisogni della popolazione. Tutta questa organizzazione prevede un nuovo equilibrio tra attività e risorse dedicate all’Ospedale e quelle dedicate al territorio con le seguenti percentuali di spesa: 51% assistenza territoriale, 44% assistenza ospedaliera e 5% prevenzione. La riduzione del numero posti letto negli Ospedali si era detto che avrebbe portato nuove risorse al territorio. In quest’ottica il Distretto mira a favorire la realizzazione di programmi integrati per il cittadino e vuole essere un punto unico di riferimento per la comunità locale avente come fine ultimo l’attuazione dei LEA, la riduzione deitempi di attesa, la prevenzione e la salute della comunità.

Questa pandemia Covid 19 ha messo in evidenza, da una parte limiti e criticità sulle scelte assai poco lungimiranti fatte da alcune Regioni che avevano portato al definanziamento, depauperando il territorio di risorse a vantaggio di strutture pubbliche e private convenzionate, pagando così un prezzo altissimo in termini di vite e di diffusione del contagio e, dall’altra l’importanza del territorio ed il ruolo fondamentale che nello stesso ricoprono i MMG e le cure Primarie con la necessità emersa di rafforzarne la rete. In questo momento ad esempio è fondamentale gestire la grave emergenza delle vaccinazioni anti influenzali nel periodo autunnale. Il problema non può essere affrontato al meglio senza le dovute risorse, ogni medico di Medicina Generale, indipendentemente se singolo professionista o se appartenente alle attuali forme aggregative, deve in questa fase disporre nel proprio studio di adeguato personale infermieristico dipendente dall’Azienda USSL di riferimento, per poter gestire la procedura, evitando i casi di assembramento e sovraffollamenti ora inaccettabili.

In carenza di supporto infermieristico, infatti, le tempistiche verrebbero sicuramente dilatate con conseguente disservizio alla popolazione ed aumentato rischio di contagio.

Dott. Francesco Sacco – Assessore Comune di Mira
Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità,
Programmazione Sanitaria, Distretto Sanitario

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