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Elezioni regionali, Elisa Fabian di Cavarzere in lizza per un posto in consiglio

Elisa Fabian, consigliere comunale di Cavarzere, prova ad arrivare in consiglio regionale, candidandosi con la lista Il Veneto che Vogliamo a fianco di Arturo Lorenzoni.

“La mia candidatura nasce per rispondere ad una richiesta che è venuta da diverse persone in ambito civico e politico. Sono convinta di poter rappresentare questo territorio a Venezia, per cinque anni, sulla base di esperienze amministrative, politiche, di grande passione e con energia ed entusiasmo” fa sapere la candidata.

“ La mia circoscrizione è quella della provincia di Venezia rappresentata da 44 comuni un’area vasta, ognuna con delle peculiarità ed esigenze diverse ma con un unico fattore comune la dignità e l’orgoglio dei propri cittadini troppo spesso bistrattati per meri giochi politici ed economici.Ma non è solo il destino di Cavarzere che mi convince ad affrontare questa sfida elettorale, è anche perché voglio che in questo Veneto si possa costruire un’ alternativa. A Cavarzere nasciamo con un debito  pubblico pro capite come tutti, ma anche con un debito di km che dovremmo percorrere nella nostra vita come studenti e lavoratori pendolari. Abbiamo un Veneto con non investe nei trasporti con la conseguenza che ci si deve muovere in macchina aumentando il traffico, lo smog e purtroppo sempre più spesso con la conseguenza di incidenti a volte mortali”.
“Sono per una politica che coniughi lavoro ambiente e salute – continua -.L’esperienza maturata mi invoglia ed induce a non disperdere le competenze acquisite ed a continuare un percorso difficile ma necessario. Insegno nella scuola primaria e vorrei una Regione che tra le sue priorità abbia quello d’investire sulla scuola, per la formazione, per la cultura dei suoi futuri cittadini”.

“Tenendo conto che Cavarzere come altri territori ha un numero elevato di persone anziane con esigenze sanitarie e di assistenza sempre maggiori, si trovano a dover rivolgersi a centri ospedalieri lontani e con liste di attesa molto lunghe. La cura delle persone è stata troppo spesso relegata a ruolo marginale e scaricata sulle spalle delle amministrazioni locali e associazioni che sopperiscono come possono ad una carenza sanitaria regionale che ormai è diventata strutturale e quasi passivamente accettata, se non con qualche sporadica alzata di capo. C’è molto lavoro da fare tutti insieme con coraggio, competenza  e determinazione”.

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