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Luca “Duca” Savino, il padovano giramondo

Poliedrico e talentuoso: “Osservavo mia madre pittrice e il nonno che si dedicava ai falsi d’autore”

Luca Savino

Il suo viaggio è partito da Padova, dove è nato e cresciuto. Ha 34 anni, ma la sua valigia è già approdata in tutti i continenti del mondo, dove ha arricchito il suo stile e la sua brillante abilità comunicativa. Le sue opere sono presenti in gallerie e collezioni private in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Messico e Australia.

Tra il 2015 e il 2019 ha ricevuto e rifiutato oltre trenta premi e una Laurea Honoris Causa. Luca Savino, in arte Duca, è uno degli artisti più talentuosi e poliedrici nel panorama nazionale. Pittore, incisore, scrittore e attore, si è laureato in Fisica in Italia e in Neuroscienze in Spagna, accompagnando lo studio con il suo amore per l’arte, che alla fine ha prevalso sulla carriera di scienziato.

La storia di Luca Savino

Oggi è in Sicilia, ad Alcamo. “Sto seguendo il progetto di una cooperativa agricola che vuole coniugare arte e vino. Dipingo le etichette di una collezione”.

Il “Duca” ha scoperto la sua vocazione artistica da bambino: “Osservavo mia madre pittrice. E mio nonno, che si dedicava ai falsi d’autore. Mi piaceva imparare giocando con loro”. Poi, da adolescente, ha continuato a coltivare la passione dipingendo qualche maglietta da regalare agli amici. “Ho trascorso gli anni dell’università fra le colline marchigiane e un anno in una grotta a Granada. Due esperienze che hanno delineato la mia personalità. Lì ho deciso che avrei fatto l’artista di professione”. Parla del suo maestro, Marco Baldacci.

“Nella sua bottega ho affinato la tecnica dell’olio su tela e ho imparato l’incisione su foglia d’oro. Siamo in pochi in Italia a praticare questa tecnica particolare. Forse solo noi due”. Pittore, ma anche scultore e autore teatrale. Savino fino da bambino ha sperimentato sull’argilla. “La prendevo direttamente dagli affioramenti di Crotone, città di mia madre. Oggi lavoro il gesso”.

Molte delle sue sculture sono esposte a Napoli, altre a Palazzo Venezia. “All’arte scenica – racconta – mi sono avvicinato nel 2005 negli spettacoli della compagnia La Zandella, dove mi esibivo come clown e giocoliere. A Granada ho fatto spettacoli di teatro-circo e cabaret. A Napoli ho insegnato teatro fisico in una scuola. Ho sempre cercato di unire arte figurativa e performativa, immagine e corpo”. Pittura, scultura e teatro che talvolta convergono nelle sue opere. “Mi piace scrivere e dirigere atti in cui confluiscono le mie passioni. Adoro interagire con il pubblico e coinvolgerlo nelle rappresentazioni”, spiega l’artista, che sostiene come questi atti abbiano “l’ambizione di accendere riflessioni e stimolare comportamenti individuali che possono incidere sull’attualità, sulle questioni sociali, politiche ed economiche che ci circondano”.

Enrico Beda