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Mirano, salta la Fiera di San Matteo

La Fiera di San Matteo di Mirano è annullata. Dove era arrivata soltanto la guerra, arriva anche il Covid-19.

Impossibile lo svolgimento dell’edizione 2020 della manifestazione nata nel 1477 e cancellata in passato solamente durante i conflitti mondiali. Lo ha stabilito ieri la giunta comunale, a seguito dell’incontro di mercoledì tra i capigruppo del consiglio, che all’unanimità avevano convenuto sulla necessità di annullare l’evento.

Alla base della decisione vi sono le condizioni e i costi insostenibili imposti dalle misure sanitarie necessarie per evitare i rischi di contagio e proteggere i partecipanti. “Il Comune aveva richiesto un piano anti-Covid su misura allo stesso professionista di cui si avvale per stilare i piani di sicurezza della fiera da quando, nel 2017, le disposizioni di legge li hanno resi obbligatori” fa sapere il Comune. “Dovendo tener conto della delicatezza della situazione sanitaria attuale, il piano ha correttamente imposto vincoli particolarmente stringenti, come la presenza contemporanea di massimo 1.000 persone e lo svolgimento della manifestazione unicamente nell’area di piazza Martiri”.

Richiesta anche la predisposizione di 8 varchi di accesso all’area della fiera, presidiati da due persone ciascuno tra le 9.00 e le 24.00 (con relativa turnazione del personale). “Ogni varco, inoltre, avrebbe dovuto essere in costante collegamento con ciascuno degli altri, in modo da aver sempre sotto controllo il numero di presenti; ciò avrebbe imposto l’acquisto degli adeguati strumenti informatici per la comunicazione – continua la nota -. A questi si sarebbero dovuti aggiungere anche i costi relativi a cartellonistica e segnaletica, all’acquisto dei prodotti per l’igienizzazione delle mani, delle mascherine, dei bracciali identificativi dei gruppi familiari, nonché degli strumenti per la verifica della temperatura corporea. La cifra che il Comune avrebbe dovuto spendere per soddisfare i criteri del piano sarebbe ammontata ad almeno 60.000 euro”. Il sistema dei varchi, inoltre, avrebbe rischiato di generare un’altra criticità: come impedire il formarsi di assembramenti dovuti alle persone costrette in coda fuori dagli ingressi perché arrivate dopo il raggiungimento della quota massima di 1.000? Di qui, la decisione di sospendere tutto.

“Oltre all’aspetto economico ha pesato nella decisione anche il totale snaturamento che la fiera avrebbe subito -si legge ancora nella nota -. 1.000 persone sono un pubblico ridottissimo: negli scorsi anni si arrivava anche a 30.000 presenze giornaliere, 10.000 in contemporanea. Quest’anno, inoltre, non ci sarebbe stata la partecipazione delle associazioni del territorio, che garantivano lo spirito di comunità della manifestazione e la presenza dei tradizionali stand gastronomici e della pesca di beneficienza. Pro Loco, parrocchia e società sportive non sono in grado di sostenere costi e responsabilità derivanti dalle misure di sicurezza necessarie”.

Senza contare che la fiera si sarebbe svolta in concomitanza con le consultazioni elettorali regionali e il referendum, “che già impegnano le forze dell’ordine e il personale degli uffici comunali,” e con l’apertura dell’anno scolastico.

“La cancellazione della fiera – spiega la sindaca Maria Rosa Pavanello – è una decisione dolorosa, ma di buon senso e rispettosa delle norme per la tutela dei cittadini. Importante anche che sia una scelta condivisa. I rimaneggiamenti alle caratteristiche dell’evento hanno imposto importanti e stringenti riflessioni. Ammesso che si fosse potuto sostenere il gravame economico, che tipo di fiera si sarebbe offerta alla cittadinanza? Se lo scopo della fiera è regalare alcuni giorni di serenità e spensierato divertimento, li avremmo avuti quest’anno? Oltre alla salute, che rimane il bene principale, abbiamo preferito tutelare e mantenere integri bellezza e senso della manifestazione”.

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