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Padova, Ubaldo Lonardi: il nuovo volto dell’Arcella? Un quartiere di bidoni, sporco e trascurato

La promessa era di una rigenerazione urbana dell’intero quartiere con la sbandierata supervisione dell’archistar Renzo Piano. Di questa collaborazione, sbotta il vicepresidente del Consiglio comunale, finora abbiamo visto ben poco.

Arcella

Tante promesse e pochi fatti. Il vice presidente del consiglio comunale Ubaldo Lonardi non ci sta. All’Arcella ci vive ormai da 45 anni. Il quartiere per lui è casa e molto di più. Qui ci lavora come medico di base, tutti i giorni a stretto contatto con le persone e i loro problemi. “Rigenerazione urbana dell’intero quartiere? A oggi abbiamo visto solo l’arredo di un’aula studio nel patronato di San Carlo e il progetto di un parcheggio per le biciclette vicino all’autosilos della Stazione a Borgo Magno – afferma –. A Renzo Piano deve essere invece sfuggito che il nuovo volto dell’Arcella è diventato quello del bidone – rifiuto”.

Per Lonardi “l’abolizione della raccolta differenziata tradizionale e il passaggio al “porta a porta” ha costretto i cittadini a far costruire, all’interno di ogni proprietà privata, delle aree dedicate ai bidoni, sacrificando in questo modo gli spazi destinati al verde e ai parcheggi per realizzare delle pseudo isole ecologiche che sono diventate così la nuova immagine di ogni condominio e quindi dell’intero quartiere”. Una nuova immagine che non esita a definire “allucinante”.

Il simbolo? “Di sicuro l’area ecologica costruita fronte strada all’incrocio più importante dell’Arcella, tra via Ansuino da Forlì e via Tiziano Aspetti. L’esempio di una realizzazione che guarda più all’ideologia che alla realtà dei fatti. Mentre in diverse città italiane ed europee assistiamo, ad una grande evoluzione della raccolta differenziata, a Padova proseguiamo con il “porta a porta” anche nella parte Est dell’Arcella, sistema che si sta manifestando pericoloso dal punto di vista igienico (soprattutto in periodo di Coronavirus), obsoleto, molto costoso e che sottopone i lavoratori ad una fatica che negli anni porterà a sviluppare anche diverse malattie professionali a causa della continua salita e discesa dell’operatore dal camion”.

La nuova “Arcella dei bidoni” per il vicepresidente conferisce “l’immagine di un quartiere sporco e trascurato a cui non basteranno le numerose feste popolari dei comitati amici per risollevare le sorti. Il Comune ha trasferito al cittadino la responsabilità del servizio che dovrebbe gestire l’amministrazione. Il sindaco di Padova Giordani, a seguito del sopralluogo effettuato, aveva riconosciuto che qualche problema c’era, ma anche in questa situazione, sta dimostrando la sua inutile presenza”. Nicoletta Masetto