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Piove di Sacco, Coprob: iniziata la campagna saccarifera

E’ iniziata da qualche giorno la campagna saccarifera

Barbabietola da zucchero

Per i prossimi tre mesi il fumo bianco della raffinazione uscirà ininterrottamente dal grande camino che domina l’impianto. Per lo storico stabilimento, costruito sulla sponda destra del fiume Bacchiglione, si tratta del 110emo anno di attività. Insieme a quello di Minerbio (BO), sempre di proprietà della cooperativa Coprob, rappresenta l’ultima fabbrica di zucchero rimasta in Italia. Insieme, i due stabilimenti hanno prodotto, lo scorso anno, 280 mila tonnellate di zucchero, garantendo l’unica filiera 100% italiana. Una sfida sempre più complicata per un settore che da tempo chiede alla politica riforme strutturali. Lo zuccherificio locale sarà approvvigionato, in primis, con le barbabietole coltivate nei 9.500 ettari di terreno delle circa 1.200 aziende agricole venete che hanno scommesso ancora una volta su questa coltura. Il bacino però è ben più ampio (14 mila ettari) perché in paese arrivano anche i raccolti del Friuli e della zona di Ferrara.

I dati dei primi giorni di campagna sono positivi e la coltura si presenta in buone condizioni anche grazie a un andamento climatico fino ad oggi favorevole. Dopo gli ingenti investimenti degli ultimi anni fatti sull’ammodernamento dei macchinari, la manutenzione invernale e primaverile si è concentrata sul miglioramento della loro efficienza.

«Vogliamo rendere la coltura della bietola» dice Claudio Gallerani, presidente di Coprob «sempre più sostenibile e per fare questo siamo costantemente impegnati nell’affiancare i nostri soci e i bieticoltori con un supporto tecnico puntuale». Da un punto di vista della forza lavoro interna, la campagna agricola continua a rappresentare un’opportunità per tanti studenti e lavoratori stagionali. Nel complesso, distribuiti equamente tra i due stabilimenti, Coprob conta su circa 270 dipendenti a tempo indeterminato e 300 avventizi, senza contare il personale che fa riferimento alle cooperative di facchinaggio che operano all’interno. C’è poi tutto l’indotto legato ai trasporti e all’economia locale, stimolata dal movimento di uomini e mezzi . Nelle scorse settimane tra l’altro le sigle sindacali che tutelano i lavoratori dell’agroalimentare avevano accolto con favore la stabilizzazione delle assunzioni di stagionali. (Alessandro Cesarato)

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