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Taglio di Po, consolidamento sismico per la torre piezometrica

È stata sistemata, dopo mezzo secolo, la torre dell’acquedotto a Taglio di Po

Acquedotto
Acquedotto

I lavori hanno riguardato consolidamento e miglioramento sismico, visto che l’opera quando fu costruita, vale a dire più di 60 orsono, non rientrava in zona sismica e dunque non era soggetta a particolari prescrizioni costruttive e progettuali. Dal 2003 Taglio di Po è in zona 4, cioè quella a rischio sismico molto basso.

Il serbatoio pensile è situato in via Milite Ignoto. Sono state riposizionate le varie antenne e parabole di reti televisive e telefoniche, che erano state tolte dalla torre piezometrica per consentire di eseguire i lavori. Il manufatto altro non è che un serbatoio pensile, con una vasca di mille metri cubi, sostenuta da 12 pilastri, disposti lungo la circonferenza circoscritta con diametro di 12 metri. Le fondazioni sono costituite da una struttura scatolare in cemento armato, Tutta la struttura poggia su 115 pali in calcestruzzo, lunghi 20 metri, del diametro di 40 centimetri.

Taglio di Po, il progetto dell’Acquedotto

Il progetto dell’allora Acquedotto Consorziale del Delta del Po, venne approvato con decreto ministeriale del 13 agosto 1958 e il progetto per la costruzione del serbatoio fu realizzato dall’ingegnere Lino Ardizzoni, il 14 giugno 1960, con un costo di 91 milioni di lire. Il progetto esecutivo del primo stralcio del secondo lotto, comprendente le opere per la costruzione del serbatoio, venne approvato con decreto ministeriale 11 gennaio 1962.

La costruzione fu ultimata nel 1963 e poi collaudata nel 1965. I lavori, predisposti da Acquevenete, sono stati a cura dell’ingegnere Claudio Pigato di Rovigo, e hanno riguardato la sistemazione strutturale delle superfici ammalorate in calcestruzzo e il consolidamento sismico della parte bassa della struttura. Marco Scarazzatti

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