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Terme Euganee, comunicazione ed eccellenze: dobbiamo ricominciare da qui

“Il comparto termale ad Abano e Montegrotto va rilanciato puntando sulla fangoterapia. Il Governo deve smettere di dipingerci come un Paese in emergenza in tema di Covid, allontana i turisti stranieri”

emanuele boaretto
emanuele boaretto

“Il comparto termale ad Abano e Montegrotto va rilanciato puntando sulla fangoterapia, una eccellenza di cui gli operatori sul nostro territorio sono espressione da anni a livello nazionale ed estero”. A dirlo è l’architetto Emanuele Boaretto, Presidente Federalberghi Terme Abano e Montegrotto e di Federalberghi Terme Nazionale. Boaretto parte da un’analisi impietosa della situazione.

“La situazione difficilmente migliorerà – spiega – se non si fermano i continui bollettini di emergenza che ogni giorno si stilano in tema Covid in Italia. La recente notizia ad esempio della proroga annunciata dal Governo dello stato di emergenza fino ad ottobre ha fatto il giro del mondo e, anche se il nostro Paese è ora uno dei migliori del pianeta a contenere la pandemia, passa il messaggio che siamo in emergenza e, conseguentemente, le prenotazioni dall’estero tendono ad essere annullate e cancellate. Per una vera ripartenza se ne potrà parlare solo a partire dal 2021, quando cioè arriverà il vaccino e le persone potranno circolare tranquillamente senza l’incubo del contagio”. Per ora si lavora con i turisti italiani.

“Il turismo italiano in questa anomala estate è quello che ancora resiste – osserva Boaretto – apprezza questa offerta di altissima qualità e fa funzionare le attività ricettive e termali. Certo è un buon punto di partenza, ma non basta. Austriaci e tedeschi non se ne sono visti e neanche di altri Paesi europei, per non parlare di statunitensi, già alle prese nel loro paese con una situazione difficilissima”. I progetti e le idee per reagire alla crisi generata dal coronavirus ci sono, servono però aiuti concreti, immediati e sostanziosi.

Terme Euganee, i nuovi progetti per rilanciare il territorio

“Il Consorzio turistico Terme Colli – dice Boaretto – ha tantissimi progetti su cui puntare per promuovere e valorizzare questo territorio. Dalla comunicazione alla fangoterapia, ci sono tutte le carte in regola per una ripartenza efficace, anche i Comuni e gli enti sovracomunali (Regione, Stato) devono lavorare sinergicamente con gli operatori per superare questo momento di difficoltà epocale, mettendo a disposizione ingenti risorse. In questi mesi si sono persi tantissimi posti di lavoro”. Solo i diretti dipendenti delle 90 strutture ricettive più importanti del comprensorio termale sono 2000, ma, complessivamente compreso l’indotto, sono circa 4- 5 mila le persone che in tutto lavorano nell’area termale di Abano e Montegrotto. “Durante il periodo del lockdown – conclude Boaretto – si è rimasti praticamente chiusi, poi si è ripartiti a ranghi ridotti. Molte attività rischiano di trarre un bilancio pesantissimo, se non catastrofico di questi mesi”.

Quest’anno ovviamente sono rimasti a casa dal lavoro anche tanti stagionali visto che al massimo, da quanto riscontrato dagli operatori del settore, le presenze turistiche nell’area termale dei Colli sono il 40 % rispetto a quelle di un normale periodo estivo. Alessandro Abbadir