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Chioggia: dal Governo lo stop all’impianto Gpl

Il Decreto Agosto vieta l’entrata in funzione di depositi di stoccaggio Gpl, ancorché già autorizzati, nei siti Unesco. Dopo 4 anni va verso una conclusione la vicenda che ha alimentato molte battaglie per i rischi sulla sicurezza della città e del territorio

Il Deposito GPL di Chioggia non entrerà in funzione. Il Decreto Agosto, assieme alle importanti novità legate alla ripresa delle attività in regime di emergenza Coronavirus, in uno specifico comma vieta l’entrata in funzione di depositi di stoccaggio GPL, ancorché già autorizzati, nei siti Unesco.

Si è riusciti quindi “concretamente” a porre all’attenzione del Governo nazionale la questione che da anni interessa il territorio clodiense; inserendola in un provvedimento legislativo approvato in regime di emergenzialità. A questo punto, pubblicato il Decreto in Gazzetta, si attende di sapere se ci saranno modifiche in sede di conversione parlamentare. La notizia, virale fin dalle prime ore dello scorso 8 agosto, ha suscitato l’entusiasmo di buona parte della cittadinanza, che dopo anni di incertezze, ricorsi e la ricerca di cavilli normativi; finalmente sembra intraveda la “luce in fondo al tunnel”.

I dubbi

La visita a Chioggia del Ministro per i Rapporti con il Parlamento d’Incà (M5S), che di fatto è stato “catalizzatore” per l’inserimento della questione all’interno del Decreto Agosto, in qualche modo tranquillizza ulteriormente i tanti oppositori al deposito. Certo tante domande restano ancora senza risposta.

In primis ci si continua a chiedere come sia stato possibile che “un mucchietto di sabbia che si intravedeva dalla strada” sia diventato un deposito da 9000 m3 di Gpl visibile da ogni angolo della città; senza che una decisa presa di posizione si sollevasse fin da subito (in primis gli addetti ai lavori, amministratori, organizzazione portuale chioggiotta). Di fatto il deposito è stato realizzato; quasi terminato. Resta aperto anche il capitolo del risarcimento. Se è inverosimile pensare ad un deposito di Gpl a ridosso di un centro cittadino, non si capisce come sia possibile che tante autorizzazioni siano state concesse. Ad agosto del 2016, quando nasceva il Comitato No Gpl e iniziava la protesta popolare, l’unica certezza era che un deposito di Gpl all’ingresso di Chioggia, la “piccola Venezia” non aveva senso, non ci doveva stare. Dopo quattro anni lo stop del Governo.

Luca Rapacciuolo

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