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Chioggia, un’estate tra luci e ombre

Silvia Vianello (Con Chioggia Sì): “Si è registrata la buona affluenza soltanto nelle settimane centrali di agosto e nei week end di giugno e luglio”

Chioggia

La stagione estiva a Chioggia e Sottomarina si chiude tra luci ed ombre. Quello che si preannunciava come un’ annata turistica disastrosa, senza precedenti (in pieno lockdown) si è trasformata in una stagione sicuramente negativa; ma possiamo dire che per talune attività si è assistito a una sorta di “rimbalzo” . In particolare per le attività di ristorazione, non poco ha giovato la possibilità di aumentare plateatici e quindi capacità ricettiva. Di un bilancio complessivo abbiamo parlato con Silvia Vianello, presidente di Con Chioggia Sì, il consorzio di promozione turistica clodiense. “Insufficiente la buona affluenza di agosto per salvare la stagione balneare 2020”.

E’ questo in prima battuta il commento di Vianello. “Nel comparto balneare come nella maggioranza del ricettivo – continua – si è registrata la buona affluenza soltanto nelle settimane centrali di Agosto e nei week-end di Giugno e Luglio. La stagione è partita in ritardo saltando completamente i mesi di Aprile e Maggio e nei giorni feriali di Giugno e Luglio la maggior parte delle spiagge sono rimaste sostanzialmente vuote, come anche moltissimi alberghi”.

Anche il mese di Settembre non sembra promettere bene, a causa della concomitanza di elezioni, riapertura delle scuole e risalita dei contagi da Covid-19. A soffrire di più è stato chiaramente il turismo straniero, tradizionalmente più propenso a spendere a dispetto dei pendolari che rappresentano la componente mordi-e-fuggi, con scarsa propensione al consumo. “I mesi centrali dell’estate hanno visto una buona presenza nei ristoranti della città”. “Nel complessivo del 2020, rispetto allo scorso anno, c’è stata una riduzione degli arrivi e delle presenze di circa il 40 per cento (meno 60 % a giugno, meno 40 % a luglio e meno 20 % ad agosto)”.

A soffrire è stato anche il centro storico di Chioggia. “E’ mancata la sagra del pesce, le “Baruffe in calle” e molte delle offerte culturali che eravamo abituati a proporre ai nostri clienti – continua Vianello – molte altre iniziative purtroppo avevano numeri disponibili molto limitati. La movida è mancata e a Ferragosto con la chiusura delle discoteche non c’è stata più la possibilità di offrire nulla di alternativo per la vita notturna e per i giovani.

“La balneazione attrezzata italiana in generale ha comunque fornito il proprio importante contributo per il ritorno della socialità nel Paese coniugando la sicurezza con la naturale tendenza umana alla vita associata. Ora – conclude – dobbiamo pensare al futuro che mai come adesso è incerto. Abbiamo bisogno di credere che la situazione possa migliorare e comunque nei prossimi mesi dobbiamo promuovere il nostro turismo e a far sì che la nostra località possa essere una destinazione appetibile. Quali saranno i mercati da sollecitare? Sicuramente quello italiano, ma non perderemo di vista anche il mercato straniero, i paesi europei e il potenziale mercato internazionale, nella speranza che riparta anche il settore aereo. Da parte del governo centrale e regionale ci aspettiamo investimenti che diano ossigeno alle imprese e agevolino un settore strategico per il nostro paese”.

Luca Rapacciuolo

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